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Tre punti di rosso.
L’affascinante e misconosciuta vita di Alfonsina Gonzaga Madruzzo

In Tre punti di rosso caliamo in un mondo fra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVII.

Da Novellara, città dove era nata e governata dalla sua potente famiglia, Alfonsina Gonzaga viene inviata ancora bambina nel Convento di Santa Marta a Milano, dove riceve un’educazione e un’istruzione all’altezza del suo rango. Poco più che ventenne è data in sposa al vedovo Gianangelo Gaudenzio Madruzzo, uno dei personaggi più in vista del Tirolo, capitano della Rocca di Riva del Garda. Sul grande lago, dopo un periodo di agi e spensieratezza, su di lei cadono onerose incombenze. Fra giochi di potere e invidie e in uno scenario di vaste dimensioni come guerre e pestilenze, Alfonsina, rimasta vedova, diventa la “committente” di una chiesa di sorprendente bellezza: L’Inviolata, a Riva del Garda. Di ferrea moralità, nemmeno cederà all’amore, ricambiato, per il pittore Martino Teofilo Polacco, che esegue i lavori.

Il romanzo colpisce molto per la sapiente struttura fra le tante realtà storiche e l’indagine sui personaggi. Luisa Gretter Adamoli ha percorso entrambe le ambientazioni, agendo non su piani di mescolanza bensì su piani di progressione per rendere profonde le tematiche umane che fecero emergere le esperienze storiche e viceversa. Per restituire un passato nella sua intimità, come davanti a una vecchia foto di antenati. Cioè, in chi legge, scatta la curiosità per quanto eravamo e quanto ancora siamo, entrando in relazione con Alfonsina e il nostro mondo antico che essa rappresenta. Nulla ha l’aspetto dell’indagine. Le suggestioni sembrano il frutto di una conoscenza diretta. Come dire: quale sia il tempo storico quasi nulla è ignoto perché ci sono eventi ricorrenti di cui, da sempre, ne ripetiamo l’esistenza, il coraggio, la viltà.

Dal contrasto fra l’esperienza di un’epoca e i percorsi esistenziali, emerge l’esempio di una donna colta, che con grande dignità e indipendenza lascia testimonianze imperiture nell’arte. La bravura di Luisa Gretter Adamoli è quella, rarissima, di sottrarsi all’esaustivo ermeneutico, rimuovendo i fatti dai libri storici e incorporandoli nel fervore.

Il fervore è l’imminenza stessa del romanzo. La parola ascende, genera l’arco delle vibrazioni e centra comunque la verità. Indica l’aver luogo di un fatto vero, tiene in sospeso dubbi e segreti, dona il calore di un timbro che mai si perde tra le pagine. Ne consegue una vitalità nel pieno avvertimento che la storia è sì aggressività e morte, ma è anche sapienza, condizione di ricerca, volontà, amore e dedizione.

È una scrittura che misura le parole al secondo, legandosi ad Alfonsina con una sorveglianza continua. Con lei cammina, ne segue le impronte, ne ascolta il dialogo in veste di moglie, ne respira la luce di sostanza spirituale. La seduzione di Tre punti di rosso sta soprattutto nella penetrabilità dell’autrice nell’animo di Alfonsina, delimitando tutte e due insieme la coscienza dei luoghi e l’osservanza dei valori:

Alfonsina, seduta nella barca accanto alla madre su una panca ricoperta di morbide pelli, ascolta con interesse le spiegazioni di Gaudenzio che rimane in piedi al suo fianco. Ascolta in silenzio e osserva. Vede le piccole isole che in lontananza emergono dall’acqua, nella suggestione dei colori autunnali. Ammira insenature e promontori, rive su cui sorgono paesi circondati da ulivi secolari, da vigneti ormai spogli e da piante sempre verdi che amano il clima mite dei luoghi Nonostante la stagione, c’è abbastanza animazione di pescatori, di mercanti e di altre persone. Su imbarcazioni adatte al trasporto di merci e di passeggeri, solcano il lago e, come loro, si spostano da una riva all’altra. La giovane sposa scruta anche le zone più distanti, a mano a mano che si avvicinano e sembrano delinearsi lentamente all’orizzonte. È verso una di esse che sono diretti, e lei dovrà imparare a conoscerla bene, come quelle circostanti. “Certamente”, pensa,” la zona che ancora mi è ignota e m’interessa maggiormente è, però, quella racchiusa all’interno dell’anima di chi è in piedi al mio fianco in questo momento. So che sarà difficile, e chissà se lui mi permetterà di farlo, ma dovrò imparare a perlustrarla con affetto e attenzione anche negli anfratti più nascosti e segreti”.

Recensione
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