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Giovanni Chiellino, poeta calabrese trapiantato in Piemonte, ha trascelto il meglio dei suoi numerosi libri di versi, facendolo confluire, insieme a un gruppo di testi inediti, in questo folto volume, dall'emblematico titolo Tela di parole, pubblicato da Genesi editrice. Questa "auto-antologia" rappresenta un sostanzioso corpus poetico, testimoniando delle notevoli risorse ispiratine e concettuali del suo autore, oltre che della sua capacità di portare avanti un discorso lirico capace di rinnovarsi cimentandosi su temi diversi. L'esordio di Chiellino, avvenuto in età avanzata, dimostra peraltro quale rispetto egli nutra per la parola poetica e come il suo temperamento schivo e riservato rifiuti comportamenti istrioneschi o di compiaciuta letterarietà. Sandro Gros-Pietro, nella estesa e circostanziata prefazione, sottolinea il carattere corale e affabile della poesia del Nostro, capace di mantenersi distante dall'individualismo presente in tanta odierna letteratura in versi. Egli giustamente osserva come questa poesia risuoni nostalgicamente degli "echi del Sud", per la "condizione di mediterraneità" risalente alle origini dell'autore, per cui nei versi rivivono paesaggi solari, in contrapposizione a quelli brumosi delle "periferie metropolitane", riscontrabili nei versi dei poeti del Nord. L'attenzione del lettore si appunta sulla particolare natura comunicativa del discorso poetico di Chiellino, che non è azzardato definire a mezzo tra il monologante e il dialogizzante, rivolto com'è insieme a se stesso e agli altri, dove il senso della vita trova accenti di sincera umanità entro le ragioni oggettive dell'uomo contemporaneo viste nella prospettiva universale del sentimento.

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