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Paesaggio condominiale

Presentazione alla Camerata dei poeti
Firenze - 22 giugno 2016

Comincerò col dire che non capita spesso di leggere libri di poesia i quali trattano argomenti apparentemente banali come la quotidianità della vita all'interno della propria abitazione e per esteso del proprio condominio, e ancora meno queste testimonianze sono corredate da testi composti con tanta semplicità di stupore, candore, musicalità e con versi di vera poesia che si ergono a rappresentazione di simboli e valenze superiori, profonde, rispetto al raccontato, entrando nella normalità apparente di ogni giorno.

Liriche che vanno oltre la percezione semplice dei fatti, delle cose scrutate e costituiscono un tempo interiore di stupore e travaglio che irrompe nel quotidiano a nobilitare il grigiore degli accadimenti.

E' il caso del libro che presentiamo questo pomeriggio di Maria Grazia Carraroli (Paesaggio condominiale) che ha caratteristiche che si impongono con chiara immediatezza, sia linguistiche che sensoriali, di eleganza, ritmica creando una piacevole sorpresa al lettore, considerando la tematica trattata.

Inoltre la sorpresa va oltre la francescana, mi verrebbe da dire, partitura poetica e grafica, la magrezza e concisione dei versi, la loro composizione a bulino e si materializza nella sincera, umile, trasognata apparizione di figure e cose che scorrono nella trasmutazione onirica dell'autrice.

Trasmutazione che avviene nelle dimore della Carraroli e del marito compagno di viaggio e brillante accompagnatore visivo attraverso i suoi disegni in una rappresentazione lirica in cui la centralità della coppia è architrave che sostiene il tutto.

Dimore che hanno respiri e odori diversi dove c'è sempre la necessità di scrutare dentro e oltre la quotidianità delle cose e delle persone che compongono gli interni e gli esterni immediatamente vicini, fino ad allargarsi a orizzonti visionari per riconoscere e riconoscersi, confrontarsi, scoprire in definitiva quelle modalità di comportamenti ( sogni compresi) che tanto spazio occupano nella manifestazione della nostra vita appartata, quasi segreta, vissuta nel chiuso delle stanze.

Quella all'interno dei palazzi e dei condomini è vita parallela all'altra delle convivenze esterne, delle relazioni sociali e mondane, dei contatti di lavoro o di studio, di svago.

Una sorta di rifugio nel cerchio delle intimità dove domina una libertà di azioni e consuetudini che rivela agli altri di noi stessi, inevitabilmente, lati fragili spesso inconfessabili e ritualità segrete ed è dunque in questo contesto che l'autrice filma se stessa ed insieme una fitta rete di interscambi di cose, persone e oggetti.

E alza nel contempo un sipario, una teatralità di sguardi e movimenti che si proiettano dall'interno all'esterno, o viceversa con modalità apparentemente distaccate, venature di ironia, disillusioni, riflessioni in totale leggerezza e dove aleggia anche un divertissement personale, che si evince dal gusto, non dichiarato, di intrufolarsi nelle vicende altrui.

Il mondo che entra nella casa e nel condominio è variegato, colorato e animato costituito da alberi, gatti, rondini acrobate, fiori e da tante altre cose e personaggi, come le componenti stanziali : i mobili vari, la cucina , il ripostiglio, il televisore, la stanza del computer e dunque una sequela di immagini su cui posare l'occhio e fantasticare proiettandosi nell'onirico in cui, come sappiamo, tutto si ridimensiona assumendo dilatazioni o restringimenti in una sorta di magica camera mobile.

Dunque uno scenario poetico inusuale dietro le quinte grigie dei condomini che grazie alla Carraroli diventa costruzione di stampo surreale.

Così vivono di vita pulsante le superfici, i cementi, i balconi, le antenne TV, un buffo mondo animale in un amoroso intreccio tra interni ed esterni.

Ma c'è un di più che va oltre questa osservazione di esteriorità poetica e sentimentale ed è la ricerca sentita dall'autrice, sotterranea e profonda di un senso di convivenza pacifica e civile che metta in osmosi i rapporti tra ogni cosa e ravvivi la speranza di una rinnovata armonia; tutto questo espresso senza alcuna retorica.

L'insieme avviene con una ricercata leggerezza e complicità, quasi che ella voglia vivere costantemente la lieta sorpresa della scoperta giornaliera di nuovi paesaggi, di una nuova avventura stuzzicante.

Da sottolineare il rapporto dell'autrice con Luciano, il marito, che ha collaborato alla stesura del libro con i suoi efficacissimi disegni.

Un rapporto che vuole essere dichiarazione e giustificazione dell'impianto portante che regge tutta la storia; un'avventura, quella della stesura del libro, cominciata diversi anni addietro, quasi un gioco fantastico e poi finalmente data alle stampe.

Infatti il libro si apre con un dialogo tra i due intitolato ” Fra me e te” e si chiude con un altro duetto “... E infine ” in cui appare la chiara complicità dei due nell'evoluzione della trama.

E' dunque questo volume un vero canto alla vita all'interno del proprio appartamento dove, in genere, si vive prima di tutto in due e in due si condividono gioie e dolori che supera poi gli spazi angusti fino ad allargarsi al condominio e dintorni mettendo in moto scambi reciproci di stupori e dialoghi chiarificativi e ricostruttivi.

E anche un libro/ diario questo che segna avvenimenti cruciali della vita della Carraroli come i suoi cambi di abitazione; prima dal Veneto alla Toscana nel centro di Firenze e successivamente, nella seconda sezione, dall'Arno al Bisenzio, come specifica ella stessa al n° 157 in Santa Maria.

Una mini storia dunque della propria vita a sostegno del tutto che piace al lettore sempre alla ricerca, in qualche modo morbosa, del mettersi a nudo ed in prima persona dell'autore, in una sorta di confronto personale.

Vorrei rimarcare la raffinatezza, l'efficienza, la musicalità della parola poetica della nostra autrice, ben nota per le tante e premiate sue composizioni nel tempo, la quale ha saputo alternare a tematiche di grande impatto e drammaticità come nelle sillogi “Mai più” e “N.O.F.A” ( centoottantadue metri di follia) poesia come questa di” Paesaggio condominiale “ liriche di minuzie e coabitazioni quotidiane a dimostrazione che la magica discesa nelle profondità della visione onirica del vero poeta avviene ovunque se ne presenti la necessità impellente.

Concludo consigliando a tutti di leggere questo libro che oltre a provocare deliziose sensazioni in chi lo scorre propone modalità terapeutiche nel senso che tutti possono imparare, sognando, a coabitare in armonia con se stessi e il paesaggio d' anime e cose che li circonda all'interno del propria intimità, modalità questa di fondamentale importanza vista la gran parte della vita che trascorriamo dentro le nostre abitazioni, considerando che invece, purtroppo troppo volte, la vita in comune coabitazione nelle nostre città provoca tensioni e fratture.

Recensione
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