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Un soffio dell'anima

Firenze, Palazzo Vecchio
gennaio 2014

Partiamo dal titolo del libro, che solitamente è un mantra che preannuncia contenuti e motivazioni della scrittura.

Ci troviamo di fronte ad uno titolo impegnativo, addirittura al principio immateriale della vita nell'uomo, all'anima, alla nostra anima, concetto eternamente dibattuto, razionalmente incomprensibile, disputa filosofica agguerrita nei secoli da Omero a Socrate, fino ai pensatori contemporanei e ne vorrei citare solo uno Vito Mancuso, solo per il fatto che ha scritto un libro” L'anima e il suo destino” che invito a leggere – anche perché è una completa disamina, sull'origine, sulla immortalità sulla salvezza dell'anima.

Questo taglio iniziale voluto dall'autore sicuramente rappresenta un enigmatico e suggestivo solco di sfida e di attrazione in cui incamminarsi verso l'immagine dell'uomo toccato dal soffio divino, contaminato nel profondo dall'amore.

Taglio, che in un tempo e in un mondo come quello che viviamo, votati alla più accentuata materializzazione e disumanizzazione ha l'audacia di andare controtendenza e la lucidità di dimostrazione di come si possa vivere nella dimensione dell'attesa feconda di una rivelazione quotidiana in cui specchiarsi e fondersi in comprensione, speranza, esigenza d'amore.

Un soffio dell'anima ci giunge con forza ed estrema chiarezza di linguaggio da chi è particolarmente uso, dall'alto della sua fede, come il nostro autore, ad eseguire profonde introspezioni e stabilire contatti solidali e che conosce bene cause ed effetti del misterioso manifestarsi dell'anima per ritrovare il territorio della spiritualità e, per esteso, quello dell'armonia la cui continua tensione di ricerca ci domina nella incertezza del nostro destino.

Un libro oserei dire ispirato da una regia superiore, pensato e scritto, con una maestria che non si sospetterebbe appartenere ad un autore al suo esordio letterario, teso alla ricerca di un modus vivendi caratterizzato da una misura partecipativa alla vita che va al di là della propria vicenda per caricarsi dell'altrui destino e tutto ruota nella magia di un'atmosfera sobria e contenuta, nella rarefazione generale dei colori in continua alternanza tra luci ed ombre

La poesia di Nicola Sciannimanico, noto avvocato romano si inserisce in una corrente crepuscolare o neo crepuscolare e lo fa in maniera quasi pudica ma feconda di sguardi, considerazioni, relazioni, in cui prevale uno status di nota malinconica, che preannuncia però rinascita e soluzioni salvifiche.

L'autore passa in rassegna l'umano svolgersi nel suo alternarsi di scenari naturali, quotidiane proiezioni urbane, dinamiche di vita che tendono al superamento del dolore, restando ogni volta contaminato sia dalla bellezza che emana l'ambiente circostante che dal desiderio di evocare correzioni al passare del tempo e al degrado dei comportamenti attraverso ricordi, considerazioni, ma anche aperte denunce.

Un susseguirsi di luminosità e ombre nel dispiegarsi di albe, tramonti, stagioni, luoghi e memorie a cui fanno da contraltare amare prese di posizione per le condizioni e gli atteggiamenti del prossimo e domande fondamentali sulla propria presenza vitale.

Il poeta gestisce l'opera con uno stupore poetico fanciullesco, che però non perde mai, immergendosi nella gioia e nel dolore quotidiani, la matura, saggia consapevolezza della propria esistenza, il generale senso della pietas cristiana e dell'umiltà.

Prova ne è la poesia che forse rappresenta la chiave di lettura del libro “Un granello di sabbia” dove recita inizialmente / Come un granello di sabbia / la vita mia soffia sul vento dell'universo / e dove chiude con / Si illumina di luce viva come per incanto / raggiungendo la sublimazione dell'essere / nell'approdo sicuro alla natura dell'uomo /.

Dalla penna di Nicola Sciannimanico scaturisce una poesia dolcemente inquieta in cui il malessere che circonda e contamina il poeta tende a riconvertirsi in speranza rigenerativa, ed in cui nel braccio di ferro che si instaura tra luci e ombre è la coscienza fideistica a vincere e a preparare al nuovo giorno.

Un esame critico sulla costruzione della parola poetica del nostro autore ci porta ad evidenziare come egli ami spaziare disinvoltamente e con bravura nell'utilizzo del verso che sa farsi breve, a volte lapidario, come estendersi a dismisura senza mai perdere la musicalità che lo contraddistingue e come ami utilizzare un'ampia gamma di forme espressive che vanno dall'esame introspettivo, al dialogo, all'interrogazione, alla visione sia diretta che filtrata delle immagini, all'uso reiterato sia dell'avverbio che della riproposizione dell'immagine.

Poesia quindi che supera pienamente la prova del debutto dimostrandosi contenitore maturo di forme e qualità espressive, sicuramente interessante per la critica letteraria ed in grado di emozionare il lettore dall'alto di una fragrante intimità di cose buone e della speranza che emana, mettendolo così al centro della vita in un ritrovato e sano equilibrio.

Molte le tematiche affrontate nelle singole liriche, sempre con tono sobrio, riflessivo, colloquiale, con quel melange tendente al rosato tipico della dimensione malinconica: dagli incanti della natura, alle dure realtà della città, dagli affetti più cari( vedi la figura della madre), ai ricordi della propria terra, e ancora un susseguirsi di albe e tramonti, di ricorrenze festive come il Natale e la Domenica delle Palme, di sguardi sia al mare che alla campagna ; tematiche e visioni intervallate da domande e considerazioni esistenziali contrassegnate dalla ricerca di un senso vitale che dia credito alla verità e all'amore.

I paesaggi e le umanità su cui posa lo sguardo hanno sempre la garanzia di una bellezza, di una redenzione futura, del monito della coscienza e della verità che si fa chiaro e forte pur nella attenuazione dei colori e della parola.

Domina in questa poetica della malinconia costruttiva l'afflato di una voce cristianamente predisposta ad affrontare i percorsi esistenziali che dal dolore e dagli abissi della sofferenza risalgono al cielo delle meraviglie e delle resurrezioni.

Dalla prima lirica, promessa di una radiosità celeste del creato, all'ultima dedicata alla propria terra nella dolcezza dei ricordi e nella fiducia del domani, la silloge del nostro autore è un incontro/scontro tra territori onirici e affondi nella reale e sofferta dimensione del vivere, portato avanti con quel soffio dell'anima che lo invita allo stupore, alla commozione, al desiderio dell'amore e della giustizia, nella consapevolezza dei propri limiti e nella magia dei simboli.

Le immagini che ci propone sono di una purezza cristallina, la sua parola è nobile e coraggiosa, la consapevolezza civile e cristiana; basterebbe riportare alcuni brani estrapolati dalla silloge per averne la riprova come ad esempio il primo messaggio di luce che apre la raccolta e le dona l'imprimatur del tocco di un Oltre salvifico, cito dagli ultimi versi: “/ E' una luce radiosa / che sembra danzare / in mezzo alle altre stelle / in un equilibrio magico e mai banale, / quasi a voler avvertire/che lassù tutto è dipinto di amore /” --- per passare poi a ben altre strade di terra, viali di speranza dove, e sono sempre sue parole “/abbracciare poveri e oppressi, gridare a tutti che nel mondo che verrà ogni uomo avrà la dignità della sua anima”/ --- e così scorrendo dal “Silenzio della verità” dove i versi si fanno lapidari / :”/ Ma nessuno potrà mai / cancellare il vento di verità / che alberga nell'animo / e si confonde muto / con il volto delle vacuità / ”,fino --- al sogno: “/ Il sogno illumina l'anima / di una luce tenue / dove chiude con “/ Arduo è il risveglio / in un mondo buio e affannato”/.

Vorrei citare anche alcuni versi molto belli dedicati alla madre “/ Guardo la vita / e mi specchio nei tuoi occhi / Si illumina il mio volto / nel tenderti la mano e ancora: / Gli affetti più cari sono con te / in questa lotta feroce contro il male/”.

Abbiamo a che fare pertanto con un libro che ha la rara qualità della contaminazione benefica, preannunciata dal titolo e rivelata poi apertamente dalle parole, dalla cui lettura siamo toccati e trasportati verso i valori più alti della nostra esistenza.

Una parola, quella del nostro autore di una forza trainante, anche se appena sussurrata, di una luminosità totale anche se generata da chiaro scuri, le stesse caratteristiche, se ci fate caso, che ha la nostra anima la quale si manifesta segretamente, nascostamente, ma il cui influsso ci segna nel profondo e per sempre nel tempo.

Recensione
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