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La raccolta Diari e sentieri del poeta Nunzio Granato, che è alla sua terza pubblicazione nell’ambito della poesia, riprende il titolo della lirica di apertura del volume e sicuramente questa scelta non è stata casuale, ma voluta e, infatti, la poesia fornisce al lettore una traccia di ciò che sarà non solo lo stile lirico ed evocativo del libro, ma anche del mondo interiore del suo autore.

Scrive, infatti, Granato in questo componimento: “…Sentieri seminati | da silenzi ed impressioni, | e diari e fogli impressi | dall’orma dei pensieri, | passeggiano i respiri | sull’erba ancora fresca | mentre svaniscono le nebbie | tra le foglie del mattino, | e i cieli sopra e intorno | velati ruggine e carminio | mi raccontano di viaggi | e favole roteanti…”

Oltre a questo slancio lirico l’autore inserisce nei suoi versi riferimenti espliciti alla mitologia classica, richiamando “l’ipnotica magia | di Morfeo cullante”, ma anche la “Musa” che dovrebbe accogliere il suo cammino di “viandante smarrito” e soffiare il suo canto su “braci ormai spente” e il “vociar di Sirene | e musiche d’oceano | e nostalgie lontane”.

Nell’introduzione alla raccolta si sottolinea per questo il fatto che Nunzio Granato si “volga a disciplinare la ricchezza del proprio animo con una forma limpida ed eloquente. Uno stile lineare, semplice, ma incisivo e ben strutturato dove si avverte un’acquisita sicurezza della parola.(…) Ogni composizione è un bozzetto costruito con il colore, ricco di mille sfumature, delle parole che illustra le tappe del tortuoso sentiero percorso dal poeta alla ricerca della sua patria originaria, della sua vera identità: il proprio Sé.”

A questa classicità di temi e figure corrisponde anche un richiamo esplicito a forme metriche tradizionali come il madrigale e la terzina, di cui il poeta si avvale in alcuni componimenti della sua raccolta, mentre in altri preferisce lasciarsi un margine maggiore di libertà e si avvale, perciò, del verso libero, lascito della tradizione poetica novecentesca alla lirica contemporanea che spesso lo usa in componimenti di lunghezza e struttura variabile, dando un ampio spettro di possibilità agli autori nel modellare le proprie composizioni.

Recensione
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