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Dalla canzone dei Pooh “Buona fortuna e buon viaggio”, in cui si parla di una ragazza in fuga dalla prostituzione è nato il romanzo Dietro di me di Gianfranco Iovino, pubblicato dalla Giraldi di Bologna e i cui proventi delle vendite saranno destinati all’associazione “Rock no war” e serviranno per finanziare i lavori di realizzazione di un centro di recupero per le bambine vittime dello sfruttamento sessuale in Laos.

La stazione, da cui inizia il racconto di Iovino, è la stessa di cui parla Stefano D’Orazio, batterista del gruppo e autore del testo della canzone; sarà proprio dalla stazione di Verona Porta Nuova che avrà inizio, infatti, il viaggio di Olga per tornare nel suo paese d’origine, l’Ucraina, e allontanarsi dalla strada.

Insieme a lei Alex, poliziotto che l’ha conosciuta per caso una sera, mentre era di pattuglia e che, col pretesto di rimpatriarla, affronterà un pericoloso viaggio lungo duemila chilometri (da Verona ad Odessa) in cui sarà tutto un susseguirsi di colpi di scena, per un romanzo a metà tra il thriller e la storia d’amore. Oltre a riportare a casa Olga e a restituirle, in un secondo viaggio, la figlia che lei ha avuto, mentre si trovava in Italia, Alex riuscirà anche, nel finale del libro, a riavvicinarsi alla moglie Fabiana, con cui avvierà le procedure per adottare un bambino.

Un finale, dunque, positivo per una storia che fai i conti in modo lucido, ma partecipe di una realtà dura come quella dello sfruttamento della prostituzione.

Recensione
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