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Il poeta milanese Davide Tornaghi ha deciso di dedicare la sua quarta raccolta di poesie al tema del mare in tutte le sue implicazioni: reali (di descrizione di luoghi e situazioni) ed evocative (i suoi paesaggi ricordano molto, infatti, le atmosfere montaliane).

Il libro di Tornaghi, che si intitola appunto Il profilo del mare, si apre, infatti, con una citazione di Albert Camus che recita: “In alto mare ho sempre avuto l’impressione di vivere | minacciato, nel cuore di una felicità da re.”

I testi di Tornaghi sono brevi ed incisivi, come dimostrano i seguenti versi: “Il mio naufragio è | una piccola nota | a margine del mondo | o un libeccio iroso | nel fuoco degli ulivi | chini all’onda di terra. | Così nelle braccia | della sua voce ascolto | lo zampillare di scogli | a sezionare taglienti | la lingua scappata |dalla tela del foglio.”

Anche se non si avvale di forme metriche tradizionali Tornaghi costruisce poesie che hanno versi di misura regolare, alternando spesso novenari ed endecasillabi.

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