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Alla sua quinta raccolta di poesie, intitolata Unione celestiale, la poetessa e pittrice (la copertina del libro è realizzata dalla stessa autrice) abruzzese Aldina Verì conferma la sua poetica quotidiana e realistica.

L'essenza di questa silloge, come ricorda la postfazione, è amore, ma anche dolore, "perché se si ama, si soffre. L'autrice soffre per amore di una figlia cerebrolesa, per amore di un uomo, per lo sforzo di perdonare familiari che le hanno messo le spine nel cuore. "Unione celestiale" è amare cercando di immedesimarsi umilmente nella bontà divina."

Si tratta, dunque, di una poesia che, pur avvalendosi di uno stile chiaro e semplice, affronta tematiche importanti, come il dolore, non astratto, ma calato nella vita quotidiana (l'autrice, infatti, racconta delle difficoltà incontrate con la figlia Miriam, a causa del suo grave problema di salute) e la fede religiosa che la aiuta a superare i momenti di scoraggiamento e le incomprensioni con gli altri.

Lo stile della poetessa appare, quindi, quasi incalzato dalle urgenze della vita, come dimostrano, per es., i seguenti versi: "Questo è un giorno in cui nella | mia vita batte il sole e non | diluvia più di lacrime. | Oggi non volevo essere reclusa | in casa insieme a mia figlia | disabile e sono uscita con lei. | Abbiamo camminato insieme..."

Se questa poesia rappresenta il versante del dolore, altri componimenti rappresentano invece il versante della fede religiosa, come testimoniano i seguenti versi: "Nel buio che emana il sole del | mio giorno tu sei spirito di luce | che fa germogliare la mia anima | nella terra della tua anima."

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