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Gli echi interiori nel paese della memoria

In quest'opera d'esordio Paolo Carlucci è il trionfatore inaspettato, ha lasciato sicuramente tra i poetii "nostrani" imbambolati dal caos che impera, (come se avesse tirato i coltelli proditoriamente) il serio proposito a ricomparire portandosi dietro di sé un marchio fatto di eventi luminosi. Una poesia finemente "etrusca" che fa parlare i luoghi, le colonne, le chiese, i paesaggi. Non è semplice dagherrotipo, immobile iconografia; la magnifica capacità di Carlucci sta nel dare un'aura alle cose che vede col suo occhio straripante, tridimensionale. Una poesia che regala proporzioni geometriche dal fatto nuovo: priva di solipsismi, di autostima. Un osservatore Carlucci che sa usare il linguaggio con misurata avvedutezza, metafore sorprendenti che non richiedono .forzi interpretativi ma sono vere `coltellate di luce" piani assorbenti di realismo, figure pregne di aria che affiorano in ogni testo l'affinato e scrupoloso sintagma, insomma Paolo Carlucci trasmette un pathos da sognatore delle cose; i suoi cieli, i paesaggi esaltati della natura sono di stile corotiani pieni di nostalgia perduta o ritrovata.

Il suo luminoso itinerario non si perde in descrizioni fraseali, in impastati scatti di memoria in itinere ma trova il substrato nel canto sgorgante dai "guizzi dell'infanzia". Questa poesia è nutrice di favolosi tesori della terra: i Paesi, i borghi, le contrade, diventano disvelamento e apoteosi per un figlio di Tuscia che, ancora, e lo fa con serenità d'animo, non piega al tedio di una vita narcisistica e imbelle. Però bisogna stare guardinghi: un esempio di poesia che mentre trova la forma adatta di imprimere forza al sacro, all'Iddio ravveduto e possente, può anche con i continui palesamenti alla vita quotidiana, l'etrusco rigore del luoghi, può dicevamo subire quella "contaminazione tecnologica" che inevitabilmente circola in più testi.

Questo ottimo libro Dicono i tuoi pettini di luce - Canti di Tuscia – che reca un'appassionata prefazione del critico Giachery, ci fa sperare ad un'evoluzione già presente in nuce, noi siamo convinti che il poeta Carlucci sara aggredito da nuove realtà e ci auguriamo un presto ritorno nell'agone della poesia che vale.

28 gennaio 2011

Recensione
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