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Nella
distratta congerie l'umano sembra smarrirsi nel nulla e tutto sembra vanificato e sparpagliato nel rito insolente dei
mass media. Tutto sprofonda in burrito ampio o burrito breve in cui Antonietta
Benagiano è l'artefice da una lontana galassia. Sarà ascoltata oppure il suo
verso tracimerà in alvei senza vita e sorpassati dal tempo? Questa poesia è
strutturata dentro un cuore pulsante e tuttavia viaggia verso mondi inesplorati,
forse avvolti in "fascinosa tenebra": il poeta non molla e la sua ricerca non
è
forma e si muove all'incontro di uomini veri, di sembianti dove non risulta
tutto appiattito e perduto. Uno sforzo tellurico che rimbomba ancora alla
ricerca non del disagio dove l'uomo non può farci niente, ma alla ricerca di una
liberazione dai vuoti, dalle anchilosi che affliggono noi fragili persone chiusi
dentro l'armata materia come funamboli e immagini da dagherrotipo. Benagiano si
scontra con se stessa. si aggroviglia nella psicosi e nelle filosofie con
l'anima bisognosa di dire: "... In te secoli stampano bellezza estrema | e le tue
care palme diniego un tempo | m'avvolgon in amorosa danza...". Una poesia che si
spiega e come, epperò rimane avvinta in una specie di ragnatela del tempo,
surreale, metafisica, assolutamente vera a palpitante.
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Recensione |
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Poetiche sinapsi
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poesia
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| Autori |
| • | Antonietta Benagiano |
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Edizione:
Istituto Italiano di Cultura
Napoli 2008 |
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| Prefazione di Roberto Pasanisi. Premessa dell’autore. Progetto grafico, copertina e logotipo di Delia Chiaradia - pp. 84 |
| prezzo: € 15,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Corriere di Roma nr.10/2008
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