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Verso la luce. Quattro poeti italiani

La silloge Alma poesiaVerso la luce, come chiarisce il sottotitolo, è costituita dalle poesie di “quattro poeti italiani”, Pasquale Balestriere, Carla Baroni, Nazario Pardini, Umberto Vicaretti. I quattro autori, accomunati dalla passione poetica e da una calorosa e solida amicizia nata frequentando ambienti letterari, hanno pensato, come si legge nella Premessa, di realizzare questa stimolante raccolta inserendovi dieci liriche ciascuno accomunate da una caratteristica: sono state tutte premiate «con il massimo riconoscimento in questo o quel concorso».

Il libro presenta una struttura lineare e chiara. È diviso, infatti, in quattro sezioni, in ognuna delle quali vengono raggruppate le composizioni di ciascun poeta (proposto in rigoroso ordine alfabetico) precedute dalla propria biobibliografia.

Le poesie di Pasquale Balestriere formano la prima parte. Leggendole si nota che spesso nei suoi versi sono vivi la percezione dello scorrere del tempo intrisa di ricordi e nostalgia, il senso della fugacità della vita e la consapevolezza dell’inesorabile approssimarsi della morte, come in questi tratti da Sorte:

[…]. Avidi attraversammo
esplose primavere, con il grido
del falco appeso nell’azzurro, fisso
alla preda lontana. E già la ruota
cominciava a piegare ad occidente
quando qualcuno spiegò che il viaggio
non era interminabile. A galoppo
passammo per le ore, i mesi, gli anni.

Anche in alcuni testi proposti da Carla Baroni, nella seconda sezione, si può notare la presenza prepotente del sentimento del tempo, mentre in altri si può invece rilevare la sua capacità di evidenziare i “terreni affanni”, la fragilità dell’uomo di fronte a eventi naturali devastanti come i terremoti e il suo intimo desiderio di ricercare qualcosa di mistico al di là del tangibile. In Uomini, infatti, scrive:

Fragili andiamo dentro il buio spazio
alla ricerca di qual luce un giorno
abbia per prima illuminato il cosmo
o di qual suono
abbia violato le nascenti stelle.
È questo immenso intorno che ci opprime
coi suoi misteri ancora non svelati.

Nazario Pardini, terzo poeta proposto, nei suoi versi si lascia andare ai ricordi delle passate stagioni vissute e affida alla natura il compito di fare da cornice allegorica alle sue emozioni. In essi riemergono prepotenti quelli dell’età più esuberante e spensierata, la giovinezza, con i loro bagliori di felicità e passioni amorose. Trascrivo alcune strofe de Le vendemmie di Delia:

Quante volte le mani sfioravamo
nel recidere il tralcio
e un bacio di nascosto ed un abbraccio
tra le foglie amarognole di viti
e poi fuggivi.
Sente il mio seno ancora
l’acre sapore del vino
dall’afrore del tino,
lampi di luce rossa sulla tua smossa chioma.

Nell’ultima parte, la voce poetica di Umberto Vicaretti si alza forte e dolente denunciando le tragedie dei nostri giorni, dovute sia a comportamenti umani ingiustificabili e crudeli sia a disastrosi eventi naturali o ai drammi dell’emigrazione. Nella poesia Fiori di Bodrùm – Natale 2015 si legge:

Dorme Aylan sulla spiaggia di Bodrùm.
Profondamente dorme e le sue mani
(fragili remi, esili foglie esauste)
riverse e arrese abbracciano la riva.

Dorme Aylan e lungamente bacia
sulla fronte la sua terra promessa.

Alma poesiaVerso la luce è, dunque, una raccolta poetica, nella quale si possono leggere testi di quattro validi poeti italiani, che si esprimono con un linguaggio ricercato e raffinato, con uno stile elegante e sobrio, curando al contempo sia la forma sia la sonorità delle proprie espressioni dai contenuti mai banali.

Recensione
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