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Cupido nella rete

La storia narrata nell’ultimo romanzo di Daniela Quieti, Cupido nella rete, costringe il lettore a riflettere e a porsi domande su come Internet, all’inizio del terzo millennio, può condizionare il modo di vivere l’amore, concepire i sentimenti e relazionarsi con gli altri. Oggi, infatti, bastano pochi click di un mouse per contattare persone, di qualsiasi luogo del pianeta, sia per stabilirci rapporti amicali o sentimentali sia per interromperli improvvisamente senza dare nemmeno una spiegazione.

L’autrice, più volte, ribadisce che il web sta cambiando radicalmente il nostro modo di comunicare, facendo notare che adesso per scrivere viene usata più spesso la tastiera della penna e che vengono inviate e-mail al posto delle lettere. Ipotizza inoltre che in futuro l’uomo è destinato a sentirsi sempre più solo, poiché «Gli elaboratori elettronici […] attiveranno sempre più forme di comunicazione simili a quelle umane; sconvolgeranno i tradizionali codici etici e culturali, aprendo un futuro virtuale impensabile nel processo che regola i rapporti privati» (p. 75).

Dopo aver osservato attentamente i cambiamenti in atto, la scrittrice, attraverso la voce della protagonista del romanzo, Lilli Conti, esprime le proprie riflessioni e i propri timori a proposito.

Lilli è una giovane studentessa universitaria fuori corso, la quale, mentre sta vivendo un periodo travagliato – a causa della fine di una lunga storia d’amore e per la mancanza di un lavoro fisso –, scopre i social network e ne resta affascinata a tal punto che diventano per lei una vera ossessione.

Nonostante sia consapevole delle insidie che si nascondono nella rete (ad esempio, entrare in contatto con persone le quali si servono di false identità, trovare informazioni non vere, ecc.) sembra non curarsene, perché quando chatta con i suoi “amici” virtuali, seduta davanti allo schermo del computer, «si sente protetta e senza inibizioni, in grado di annullare ogni confine» (p. 12). E anche se ha sentito parlare di «frequenti storie informatiche di bullismo, stalking, raggiri, ricatti, molestie e abusi, […], capaci di minare la sicurezza personale e, in casi estremi, di annientare la vita stessa dei soggetti coinvolti» (pp. 18-19), quando riceve una garbata richiesta di amicizia da parte di un certo Samuele Motta, superate le esitazioni iniziali, l’accetta.

Nei numerosi messaggi che si scambiano raccontano di se stessi, delle reciproche aspirazioni e inquietudini e la loro amicizia si trasforma in un rapporto virtuale sempre più intimo, nel quale l’immaginazione della protagonista assume un ruolo determinante a discapito della vita reale.

Lilli, piano piano, viene conquistata dalle parole di Sam e non le basta più leggere le sue frasi, sentirne la voce e vederlo dalla webcam, vuole conoscerlo fisicamente, toccarlo, accarezzarlo. E aspetta con trepidazione che giunga il momento in cui il proprio sogno d’amore, nato e alimentato da un «epistolario da terzo millennio, un po’ chat e un po’ lettera» (p. 46), diventi reale.

Ben presto, però, scoprirà non solo che non sempre realtà e immaginazione coincidono, ma anche che ci si può vendicare in modo davvero singolare!

La storia narrata da Daniela Quieti in Cupido nella rete è attuale, interessante e sorprendente, offre infatti colpi di scena e un finale imprevisto. È ricca, inoltre, di citazioni letterarie ben inserite nel contesto della narrazione col compito di chiarire e supportare i concetti da lei espressi.

Soprattutto nella parte finale del romanzo, il ritmo del racconto accelera. La vicenda narrata diventa via via più accattivante e coinvolgente e il messaggio finale indirizzato dalla scrittrice al lettore è chiaro e inquietante: «… Non fidarsi mai della rete!».

Recensione
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