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Il canzoniere dell'angelo di terra

Ne Il canzoniere dell’angelo di terra di Giovanni Sato si delinea con chiarezza il tendere dal finito all’infinito e il desiderio di avvicinarsi al cielo non solo da parte degli esseri umani, ma anche di quelli divini o semidivini, come l’angelo che abita la terra di cui parla l’autore del libro. La carica spirituale di questo canzoniere è rilevabile già dopo la lettura delle prime composizioni.

E sono davvero tanti i simboli intrisi di significati mistici e religiosi presenti nei testi. Predominano su tutti la figura dell’angelo e l’immagine dell’albero. Figura e immagine importanti in diverse tradizioni religiose e culturali.

In molte di esse l’angelo è considerato l’essere spirituale che serve Dio e affianca l'uomo durante la sua esistenza terrena e durante la sua crescita spirituale. L’albero invece è da sempre ritenuto il simbolo della vita, della forza e del sacro. Per i cristiani, ad esempio, è diventato anche uno dei simboli del Natale.

Siccome le fronde degli alberi si distendono verso il cielo e sembra vogliano raggiungere l’infinito, nel canzoniere rappresentano il luogo più vicino a Dio. Nel libro è infatti un albero che «fa dell’azzurro / un immobile segno di sé» (p. 159) ed è sempre un albero che diventa il luogo scelto come dimora “dall’angelo di terra”, mentre aspetta e sogna «il tempo del volo» e osserva «il cedere delle cose, / di tutte le vanità ed il potere» (p. 31).

Altri simboli pieni di significati mistici e sacri, come le ali, il colore bianco e i verdi germogli, sono presenti nelle poesie di Sato. Le ali permettono agli angeli di volare dal cielo alla terra e dalla terra al cielo e di accompagnare l’uomo nel corso della sua vita per soccorrerlo nei momenti più difficili «Ogni cosa in volo / ha / l’angelo del tempo / fra le ali.» (p. 57). Il bianco rappresenta invece il colore della purezza, della luce, della spiritualità ed è il colore predominante nelle rappresentazioni degli angeli «Angelo d’invisibile bianco, / ora l’uomo sta tagliando i rami secchi / e mai più l’inverno tradirà il tuo verde» (p. 97) –, mentre i germogli simboleggiano il ritorno della primavera, il tempo della rinascita della natura e metaforicamente dello spirito – «Soffia così la vita / e si collega cielo e terra / e terra e cielo è qui/  l’inizio, il vagito / silenzioso / di un germoglio d’a.» (p. 48).

Il poeta nei suoi versi mette in risalto il contrasto tra il tempo limitato della vita umana, di «noi/ transienti finità» (p. 11), con quello illimitato, eterno, degli angeli, infatti, afferma «Sono loro i giorni» (p. 12) e l’eternità; «L’angelo ha raggiunto / nel tempo senza tempo / la cima e il punto / dove tutto ricomincia» (p. 88).

Anche l’Amore ha un ruolo importante nel libro e più volte è menzionato come elemento salvifico. «Voi / anime del mondo / non sprecate il soffio / che all’aria colma i mattini: / date un senso al Volo / che dal ramo quasi spoglio / precede il vostro cammino. // Tenete stretti / gli amori al vostro fianco / e anche senz’ali / vedrete il mondo dall’alto» (p. 129).

Nei testi accanto alla presenza “dell’angelo di terra”, si percepiscono anche la presenza umana e quella dell’albero-casa, spesso in connessione fra loro.

Il canzoniere di Giovanni Sato è composto da oltre centocinquanta composizioni prive di titoli, ma ricche di espressioni metaforiche e di vocaboli coniati dallo stesso autore. Le poesie non sono da leggere una sola volta, ma da rileggere più volte, per coglierne le diverse sfumature di intenti e di messaggi non usuali, ma sicuramente profondi e carichi di spiritualità.

Recensione
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