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Il marito paziente

Nel romanzo Il marito paziente di Sergio Livio Nigro è lo stesso “Io” narrante a raccontare, in modo originale, la storia del suo quarantennale e inusuale rapporto di coppia, costellato dai tradimenti della moglie. Le prove dell’infedeltà sono racchiuse negli SMS del suo vecchio cellulare, dimenticato sul tavolo del marito, dopo che lui le aveva chiesto se poteva usarlo come telefono di riserva. Convinto, infatti, che lo avesse lasciato lì per lui, lo mette in carica, ma resta sbalordito quando sullo schermo appare un messaggio d’amore inviatole qualche mese prima da un suo amante.

Preso dalla curiosità, legge non solo gli altri messaggi, ma anche le e-mail e ascolta le registrazioni. Scopre così che la consorte ha avuto diversi amanti e svariati incontri con un’astrologa. E, forse, proprio per tentare di capire le ragioni dei suoi tradimenti prova ad analizzare il loro rapporto attraverso la scrittura.

Nel racconto della loro vita di coppia, unitamente alle citazioni di vari scrittori e poeti, inserisce anche quei messaggi, «– con copiosi tagli degli stucchevoli, fitti, desolanti, affettuosissimi saluti quotidiani –» (p. 10), quelle l’e-mail e registrazioni delle sedute con l’astrologa presenti nel cellulare della moglie. Essi inframmezzati nella narrazione ne diventano parte essenziale.

L’Io narrante rievoca la loro storia dal momento in cui l’ha conosciuta: il mese di novembre del 1973. Lui è un assistente incaricato di trentotto anni che tiene un seminario di “Storia della filosofia antica”, lei, una studentessa diciottenne che lo frequenta.

I primi tempi la differenza di età (vent’anni) non influenza la loro relazione, col passare degli anni, però, per la compagna, attenta soprattutto a preservare la propria bellezza, diventa una delle scusanti per il proprio modo di agire disinvolto, egoistico e approfittatore.

Il protagonista, di indole malinconica e riservata, sembra accettare con rassegnazione sia i lati negativi del suo comportamento sia le sue uscite infelici che non di rado sottolineano il fatto che lo considera «un marito vecchio è molto ingombrante».

E la scrittura diventa per lui non solo un mezzo attraverso cui esprimere le sue perplessità sul modo di fare della moglie, ma anche per esternare le proprie riflessioni sul senso della vita e della morte, e sull’incapacità dell’uomo di fermare l’inesorabile scorrere del tempo.

Le sue giornate, man mano che diventa più anziano, diventano colme di solitudine e di problemi di salute da fronteggiare e il silenzio che le pervade può condividerlo soltanto con gli oggetti che lo circondano e i fogli di carta su cui scrive. Nei momenti più tristi, con amarezza, pensa che «Ci vuole coraggio, per affrontare la vita, non la morte» (p. 55).

I due personaggi principali di questo romanzo sono dotati di una personalità molto diversa. La loro diversità, però, non rende più variegata e ricca la loro vita in comune, contribuisce invece ad allontanarli.

Grazie a uno stile fluido e vivace, all’uso della prima persona nella narrazione, Sergio Livio Nigri (nome di fantasia dello scrittore) riesce a entrare in piena sintonia con il lettore.

Recensione
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