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Il Paese di Lamp

Nella storia narrata ne Il Paese di Lamp (Biblioteca dei Leoni, 2015), romanzo per ragazzi di Paola Fantin, la fantasia si intreccia con la realtà per offrire non solo spunti di riflessione sui gravi danni provocati dall’uomo e dal progresso all’ambiente, ma anche suggerimenti per evitare di compierli, affinché il nostro Pianeta non continui ad essere soffocato da smog, cemento, rifiuti e inquinamento, con conseguenze sempre più catastrofiche per ogni forma di vita.

L’avventura che vive il piccolo protagonista della storia, Lele, quando giunge nel Paese di Lamp è davvero straordinaria. Il bambino scopre, infatti, che Lamp è un mondo simile a quello da cui proviene eppure molto diverso. Lì, gli animali e gli alberi parlano e i suoi abitanti vivono in armonia con la natura rispettando l’ambiente: ad esempio, non usano auto a benzina ma ad aria, comprano soltanto quello che gli serve, riciclano gli oggetti o i materiali con cui sono fatti evitando così gli sprechi e l’accumularsi incontrollato dei rifiuti. A Nolami, la città dove lui vive e frequenta la scuola media, invece, lo smog rende tutto grigio, il traffico è caotico e rumoroso e la notte non è possibile vedere brillare le stelle in cielo a causa dell’inquinamento luminoso.

L’avventura di Lele inizia una mattina in cui arriva in ritardo a scuola e, trovando il portone chiuso, entra dalla porticina dello sgabuzzino della caldaia. Curiosando in una piccola stanza contigua trova una misteriosa campanella dorata e una vecchia lavagna che, magicamente, gli aprono un varco per entrare proprio nel Paese di Lamp, nel quale incontra creature e personaggi strani e fa amicizia con En, una bambina dai riccioli scuri. En gli rivela che lui arriva dal Paese allo Specchio, dove tutti fanno «sempre le cose al contrario» (p. 38) e dove i suoi concittadini si specchiano, perché è la copia esatta di com’era Lamp «all’inizio delle Ere» (p. 46).

All’improvviso, mentre stanno parlando con un albero, una strana oscurità inizia ad avvolgere ogni cosa.

I due amici si recano di corsa dal capomastro per chiedere aiuto, il quale, dopo aver scoperto che per «qualche misterioso capriccio del Tempo» (p. 71) ciò che sta succedendo era già stato previsto, li manda nel Paese allo Specchio a cercare la principessa Gaia, l’unica in grado di suggerire cosa fare. Grazie alla loro intuizione, i bambini riescono a trovare prima la Principessa poi la soluzione per far sì che la luce del Sole torni a splendere, dissolvendo il buio che, a causa del comportamento anti-ecologico degli abitanti del Fiume Azzurro, aveva inghiottito Lamp.

In questa lunga fiaba per ragazzi, scritta con un linguaggio limpido e immediato e ricca di illustrazioni, si coglie sia l’intensità della sensibilità di Paola Fantin per l’ambiente in cui viviamo sia il suo desiderio di contribuire a educare i più giovani al suo rispetto, perché non solo gli adulti, ma «Anche un bambino può fare molto per il mondo in cui vive» (p. 114) rendendolo migliore.

Recensione
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