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In limine alla rosa

Nelle poesie della raccolta In limine alla rosa, Raffaele Piazza canta l’amore, i colori della stagione primaverile e di quella estiva, la bellezza della donna-rosa.

Dai versi, per lo più di ampio respiro, si sprigiona un’atmosfera surreale, onirica, quasi mistica, che avvolge le cose e coinvolge i sensi, mentre la natura, altro elemento di spicco della poetica dell’autore, diventa co-protagonista e specchio dei suoi pensieri, delle sue emozioni e pulsioni, grazie a immagini-simbolo che si colorano dell’azzurro del cielo, del verde delle piante, della trasparenza dell’aria, del rosso delle fragole, del rosa delle rose.

La raccolta si apre con la composizione intitolata Lettera di primavera indirizzata a tutti i poeti. In essa Piazza esprime la speranza che la parola poetica, come la primavera, rifiorisca sempre nell’animo e nel cuore dei poeti e che non muoia mai.

Il poeta parla molto dell’Amore, un sentimento che vive con trasporto e spirituale intensità. Riporto alcuni versi dedicatigli: «Amore, parola pari a casa o luogo / abitabile, la conosco sul letto di fragola / duale dove intervieni, tu cometa diurna / di fanciulla a intessere trame di piacere – luce / nell’azzurro meridiano / e apriamo le finestre l’una dell’altro / ed entriamo…» (Gli ambulacri dell’Amore).

Per lui l’amore è anche sensualità. Ascolta le “sensazioni dei corpi” e le assapora con gioia e trasporto, in un dare e avere reciproco: «Se entri rosavestita nella camera dei miei pensieri / ti accoglierò per giocare all’Amore / e tu in un soffio di donna chiuderai la porta»; «Una parola è Amore che dà fragole e figli una sola stella del mattino con la quale ti accarezzo» (Gli ambulacri dell’Amore).

La casa rappresenta per Piazza il luogo della quotidianità, dell’intimità, dove condividere momenti di vita con la propria compagna, con i figli. È il posto dove stare insieme alla persona amata e dove l’Amore coniugale costruisce il suo tempio e lo inonda di luce.

Elementi contrastanti dell’esistenza, come la vita e la morte, l’assenza e la presenza, sono presenti in diversi testi del libro. Nel poeta è però vivo soprattutto il senso del trascorrere del tempo, che con il suo scorrere segna il ritmo dell’esistenza di ogni uomo. Nella poesia La costruzione dei giorni dà una definizione del tempo attraverso questa bella immagine: «Giorni a più piani, uno sull’altro / forma di palazzo sorgiva / costruito con i materiali dell’anima». In Nell’invisibile tempo invece ne parla come qualcosa «che a lungo andare / corrode anche i corpi e li rigenera», in un alternarsi di vita e morte.

Mentre nella prima parte della raccolta è la figura della fanciulla-sposa a campeggiare nei testi, nella seconda a risaltare sono invece le evanescenti figure di Alessia e Mirta, cariche di significati simbolici e metaforici.

Sono comunque le immagini del mondo vegetale, che diventa anch’esso elemento metaforico, a imprimere caratteristiche peculiari alla poesia di Raffaele Piazza. Descritto con un linguaggio personalissimo e trasfigurato, l’universo naturale diventa infatti una combinazione di reale e immaginario, nel quale fluttuano e si muovono figure femminili evanescenti ed eteree, eppure sensuali e concrete.

Recensione
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