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Nel leggere il romanzo Legami di sangue di Alida Casagrande il lettore si addentra in complesse vicende esistenziali dai risvolti psicologici e comportamentali imprevisti. I sentimenti contrastanti di odio e amore, l’istintiva capacità di dominare o la sensazione di sentirsi irrimediabilmente succubi, generano un vortice che vanifica ogni possibilità di felicità duratura per i protagonisti della storia, i componenti della famiglia Sabatini. L’avvicendamento della morte e della vita scandisce il susseguirsi di eventi, generati da passioni, da interessi economici, da risentimenti, da malattie... mentre, il cammino dei singoli protagonisti sembra seguire un percorso già tracciato dal destino, e, soltanto dalle ceneri delle sue rovine sboccerà un fiore innocente, un bambino, il quale sarà il solo spiraglio di luce verso il futuro per l’unica superstite delle traversie scatenatesi nella famiglia.

Il rosso del sangue e il bianco della neve sono i due colori che, con il loro simbolismo e la loro contrapposizione cromatica, danno un tocco di liricità e drammaticità a molti passi del romanzo. Segnano corrispondenze, definiscono personalità e scie di vita: il rosso del titolo richiama il rosso dei legami di parentela, delle passioni e dei tumulti interiori; il bianco della neve denota purezza d’animo o innocenza infantile mai persa, il suo lento cadere caratterizza momenti e luoghi significativi del racconto. Due colori, dunque, che sottolineano anche l’intensità delle trame emotive tessute dalla scrittrice intorno alle principali figure della vicenda, Mariposa e Toni. Toni Sabatini è il fratello gemello di Giorgio e Serena, Rinalda è sua moglie, mentre Mariposa Varisco è la cognata. I “legami di sangue” e d’amore nella famiglia veneta ad un certo punto si spezzano e danno origine alle contese della Villa del Glicine, dove un tempo i tre fratelli vivevano con i genitori. Il rivendicare la vecchia Villa da parte di Tony, servendosi di qualsiasi mezzo, è, però, solo il pretesto per esprimere il suo risentimento verso la vita (dettato dal suo avere un figlio con problemi psichici e dal suo essere diventato zoppo dopo un incidente d’auto) e per ferire la cognata che ama da sempre. Così, dopo aver vissuto insieme a Mariposa, pochi, travolgenti giorni d’amore, sapendo che non potrà mai appartenergli, avvia una battaglia legale e personale contro di lei e, di riflesso, anche contro suo fratello.

La vicenda, intrigante ed avvincente, è narrata dalla stessa Mariposa ad una giornalista, recatasi da lei per sapere la verità su come si erano svolti i fatti, dopo che la stampa ne aveva parlato per molti mesi.

E’ un libro ricco di citazioni letterarie e, specialmente nella parte finale, animato da episodi imprevedibili. Vi si ritrovano svariate descrizioni di ambienti, modi di vivere e pensare dei nostri giorni, inoltre, vi sono delineati profili di protagonisti tormentati da sentimenti da sempre presenti nell’animo umano. Nell’insieme un buon romanzo (nonostante accavallamenti di tempi troppo incalzanti in alcuni punti).

Alida Casagrande grazie alle sue capacità narrative ed inventive, alla carica emotiva e alla vivacità della sua scrittura riesce a catturare l’interesse del lettore e a mantenere viva la sua curiosità.

Recensione
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