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Non penso si possa rimanere indifferenti di fronte al titolo dell’ultima raccolta di poesia di Brina Maurer (pseudonimo di Claudia Manuela Turco), Metastasi di rosa, e all’immagine dell’opera digitale riprodotta in copertina, La musica delle farfalle si spegne all’indomani, di Marco Baiotto. Un senso di angosciosa bellezza emana dai contrasti dell’immagine; dalle parole del titolo e dei versi delle prime poesie, invece, si preannuncia un’inevitabile impari lotta per la vita di una fragile rosa contro un terribile, “nervoso amante segreto” – il cancro –. Nella prefazione, Marzia Alunni, acutamente nota: “La negatività d’esistere nel testo è rappresentata dal cancro, un esiziale nemico che sembra pervadere, anche metafisicamente la realtà.”

Il libro pur essendo diviso in tre sezioni – Metastasi di rosa (titolo della raccolta, della prima sezione e di una poesia in essa contenuta), La solitudine di Alex labbra verdi, Omaggio a Rodolfo Valentino –, rivela svariati tratti di compattezza e armonia, dovuti a comuni tematiche portanti, alla forte componente psicologica, allo stile poetico. Vi sono anche altri due elementi importanti che evidenziano questa caratteristica: 1) l’influsso della poesia di Maria Grazia Lenisa – figura del mondo letterario contemporaneo scomparsa recentemente – su quella di Claudia Manuela Turco (influsso consapevolmente avvertito dalla poetessa, infatti, la raccolta è proprio un omaggio a La ragazza di Arthur della Lenisa, così come viene evidenziato già nel sottotitolo sulla stessa copertina); 2) le belle citazioni di versi di poeti contemporanei, e non, o riferimenti a loro opere (tra cui quelle dei suoi amati Byron e Alfieri), che anticipano i temi trattati nei singoli testi.

È da notare, come tra i versi di Metastasi rosa si trovano parole dai suoni dolci ma anche aspri o taglienti come lame, parole che ci parlano di vita e di morte, di sangue e di carne, di colori caldi e freddi, di farfalle e fiori, di profumi e passione. Della bellezza deturpata dalla malattia, della gioventù stroncata dal malessere esistenziale e della pesante eredità genetica della poesia fonte di inquietudine ma anche di rinascita. Dunque, ricchezza di temi e significati, ma anche, infinita pietà e solidarietà nei confronti di un piccolo boccio di rosa sofferente e morente – ad esempio in La rosa e l’ombrello, Il cancro della rosa, ecc. – e metaforicamente verso tutte le giovani vite spezzate (anche di un fiore) a causa di malattie del corpo o dell’anima – come si può riscontrare nei testi della sezione La solitudine di Alex labbra verdi.

In questa raccolta di Brina Maurer, troviamo spunti poetici personalissimi, anche se ispirati dalla poesia di Maria Grazia Lenisa, e senz’altro si può concordare con quanto dice Giampietro Tonon in Genitori e figli, postfazione del libro: «Tra “genitori” e “figli” letterari, non di rado, l’ammirazione incondizionata risulta poco fertile: possono essere più proficui, invece, i rapporti problematici o di opposizione.». E in Metastasi rosa il rapporto letterario Maurer-Lenisa è stato davvero proficuo, come dimostrano già i versi della prima strofa della poesia Il cancro della rosa:

Bianca rosa di maggio,
ancor vaporosa
mentre frangi la tua vita
in un vortice di
pois di ruggine
che pulsano, si ripetono, moltiplicano,
crivellando il tuo corpo.

Recensione
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