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Dimensione onirica e reale nei testi della raccolta di Tommaso Putignano, dal titolo mezzagamba e Millesguardi con nota di Donato Di Stasi, si alternano, o compenetrano, per dare concretezza ad una pluralità di sogni e di riflessioni che esprimono una sensibilità poetica ricca di immaginazione e di capacità di osservazione.

Soprattutto nelle prime quattro sezioni, delle cinque nelle quali è divisa la silloge, le due dimensioni dimostrano di essere entrambe l’espressione dell’intimo sentire del poeta e, a tratti, l’una sembra sconfinare nell’altra, e diventa difficile distinguerne i confini. Dualismi di genere diverso, tra due opposti: bene e male, tra dentro e fuori... o insiti in uno stesso elemento, si ritrovano anche in altre composizioni. Il mare è visto sia come la frontiera tra due mondi diversi – quello “sopra” e quello “sotto la superficie” – sia come centro dal quale si irradia il movimento, la vita. Gli occhi, invece, rappresentano non solo la via attraverso la quale captare i contorni e i segni delle cose ma anche il mezzo per catturare le immagini degli altri, non per comunicare con essi ma per rilevarne le differenze e i difetti e conseguentemente condannarli o irriderli. E, “mezzagamba” il diverso, il poeta, è osservato da “Millesguardi” (termine che designa “gli altri”) che, accecato dalle apparenze, vede in lui solo un individuo da evitare e isolare.

mezzagamba” intuisce che vive in tempi segnati dalla costante voglia di prevaricazione, dove si persegue “l’asservimento della mente | individuale” (p. 9) e capisce che si vorrebbe intrappolare le singole personalità in una “rete” dalle cui maglie non trapeli più nessuna luce, nessun anelito alla propria libertà di scelta.

Nella quinta ed ultima parte della silloge, Il tempo della rệverie, il vissuto di Tommaso Putignano prende il sopravvento e sia il contenuto che la forma dei testi sembrano addolcirsi. I ricordi riemergono nei suoi pensieri e nei suoi sogni. E, dal profondo affetto che lo lega alle persone a lui care e all’ambiente nel quale è vissuto sembra sprigionarsi un senso di positività, che lo porta ad avere una visione della realtà più equilibrata ed armoniosa. Anche i contrasti interiori, ancora presenti nelle due poesie “Nella Palude” e “Impaurito”, si attenuano in quelle che chiudono la raccolta e regalano versi nei quali il timbro lirico prevale, su quello prosastico, come ne “Il risveglio”: “Uno spicchio di sole mattutino | accarezza il corpo dormiente | e asciuga i sogni liquidi. | L’anima, che aveva nuotato | nelle conche della notte | ritorna lentamente agli spigoli della veglia”.

Le figure poetiche e i particolari termini lessicali (alcuni coniati dallo stesso autore, altri presi in prestito da altre lingue), che ricorrono con costanza nelle poesie, concorrono a dare un carattere unitario a questa raccolta non priva di spunti poetici originali e di dettagli i quali denotano, da parte di Tommaso Putignano, un’attenta osservazione del mondo in cui vive.

Recensione
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