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Nato in Paradiso

Mistero, suspense, amore sono gli ingredienti del romanzo di Maria Bruno, “Nato in Paradiso”. Un romanzo nel quale la storia del protagonista principale, Davide Venturi, si intreccia con quella di altri personaggi, per dare vita a una trama complessa e avvincente, che stimola nel lettore curiosità e desiderio di scoprire l’evoluzione delle vicende nelle quali essi sono coinvolti. La scrittrice con grande abilità delinea i tratti, sia fisici che psicologici, peculiari a ciascuno di loro; ne evidenzia le debolezze, le paure, i desideri, ne svela i segreti, li rende umani, e il loro modo di comportarsi, di rapportarsi, al mondo e agli altri li fanno amare o, al contrario, detestare.

Si riscontra in Maria Bruno una spiccata sensibilità, e forse anche una predisposizione, a scandagliare le variegate sfumature dell’universo emozionale femminile e, spesso, affida proprio a figure femminili la custodia di segreti inquietanti.

La vicenda narrata è ambientata in un piccolo paese ai piedi delle Dolomiti dove vive la famiglia Venturi, paese nel quale Davide, il figlio primogenito, ritorna, con il difficile intento di riappropriarsi della propria vita, dopo che è stata sconvolta da eventi traumatici sia sul piano lavorativo che su quello sentimentale. Davide, infatti, è convinto che il borgo, dove è nato e vissuto fino al momento in cui si è trasferito in una grande città, grazie alle sue bellezze naturali e alla sua tranquillità sia il posto giusto per riflettere; con grande stupore scopre, però, che anche in questo posto paradisiaco, possono accadere fatti orribili ed essere commessi degli efferati omicidi.

Il pensiero e l’esistenza del giovane – in un ambiente dove la natura è quasi incontaminata e il tempo sembra scorrere più lentamente, al contrario di quello metropolitano dove il cemento impera e il ritmo quotidiano è stressante e frenetico – subiscono una svolta davvero imprevedibile e sorprendente.

I continui colpi di scena conferiscono al romanzo un andamento dinamico, mai noioso, e non mancano nemmeno spunti per riflettere su temi come l’ipocrisia, l’amicizia, la gelosia (ad esempio, a proposito di questo sentimento l’autrice scrive: “La gelosia offusca la mente che, se ottenebrata, fa vedere cose inesistenti” p. 181), ecc.

Per le sue caratteristiche, “Nato in Paradiso”, coinvolge. Il lettore, come nei precedenti romanzi di Maria Bruno, si ritrova avvinto dalla storia (grazie anche a una scrittura scorrevole e chiara) e dall’evoluzione del difficile percorso interiore del personaggio principale, senza che il suo interesse venga mai meno.

Recensione
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