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Passi d’inverno. Poesie 2018-2019

Nei versi della raccolta Passi d’inverno. Poesie 2018-2019, Anna Santarelli tramite la descrizione della stagione invernale con i suoi colori pallidi e tenui, le sue luci soffuse, le ombre allungate e i ritmi temporali più pacati e lenti, riesce a creare atmosfere particolari, malinconiche e fascinose, e a elaborare metafore per esprimere i suoi stati d’animo, le sue emozioni e riflessioni scaturite dall’osservare eventi drammatici o situazioni sociali di emarginazione e sofferenza.

Nella prima delle due sezioni della raccolta, titolata Frammenti di storie, la poetessa focalizza infatti la propria attenzione proprio su alcuni problemi o avvenimenti tragici dei nostri giorni, tra cui: la violenza nei confronti delle donne – «Donne di oggi anelano riscatto / tra le pieghe di storie violente / quando l’amore si tramuta in odio / e avvizziscono pensieri passi parole» (p. 14) –; la drammatica odissea dei migranti – «È lungo il viaggio dei migranti / impastato di polvere e di vento / irrorato d’acqua e di lacrime / restano incisi i segni sulla pelle / d’ogni passo d’ogni sopruso» (p. 16) –; il disagio dei lavoratori pendolari – «Inizia presto la giornata / per il pendolare, quando / l’aria è frizzante e il sole / non ha ancora sollevato / la coltre fitta della nebbia» (p. 22); la difficoltà di adattarsi a nuove situazioni lavorative in cui la tecnologia svolge un ruolo determinante – «Passare da un’azione all’altra / assolvere a diversi compiti / contemporaneamente / tra computer e smartphone / dividersi su più percorsi / usare ogni spazio disponibile» (p. 23).

Turbata dalle tante situazioni di sofferenza e disagio in cui vivono numerose persone, la poetessa rivolge un’accorata preghiera a Dio, affinché ci aiuti a essere più tolleranti e fraterni con i nostri simili: «Insegnaci, Dio, a guardare / oltre il recinto quotidiano / che tanto sostiene e rassicura / sii la guida per costruire ponti / che uniscono oltre le diversità» (p. 27).

Nella seconda parte, Echi dell’anima, invece, è messo in primo piano il suo intimo sentire. Gli elementi naturali tipici della stagione invernale e il senso del fluire del tempo diventano specchi simbolici e rivelatori delle sue sfumature: «Sul bordo del sentiero / albergano le ultime foglie / nel cuore dei pioppi / le cime a pettinare il cielo / di un giorno di dicembre / Una trama ancora viva dice / il tempo vissuto che adagio / s’abbandona ai tiepidi raggi / di luce, istanti preziosi / crinale tra l’essere e il nulla» (p. 31); «Nella neve l’anima trova il suo pane / nel cuore della terra nascono parole / condensano la pazienza dell’attesa / come bulbi di tulipano che riposano» (p. 38). L’inverno è però anche anticipatore di una stagione nuova, di rinascita, della natura e dello spirito: la primavera. Quando termina, infatti, le ombre lasciano il posto alla luce e a nuove speranze.

Anna Santarelli in questa raccolta usa un lessico elegante e ricercato e sviluppa un discorso poetico denso di contenuti e ricco di spunti lirici. Le composizioni sono curate formalmente e offrono un senso di armonia visiva.

Recensione
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