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Prefazione a
Il colore dei sogni
di Lenio Vallati

la Scheda del libro

Nicoletta Corsalini

La raccolta Il colore dei sogni di Lenio Vallati è costituita da poesie dense di contenuti eterogenei e profondi e ricche di immagini evocanti atmosfere oniriche e scenari naturali.

Le suggestive immagini tratteggiate dal poeta non solo conferiscono ai testi un marcato lirismo, ma diventano anche metafora del suo intimo sentire ed espediente poetico per comunicare le proprie riflessioni sui problemi che affliggono la società e il mondo in cui viviamo. Le incisive pennellate cromatiche con le quali raffigura le luci e i colori tipici di ogni stagione caricano i versi di ulteriori simbolismi e conferiscono loro maggiore armonia.

È il tema del sogno, intrecciato a quello della vita e dell’amore, ad accompagnare il viaggio poetico-esistenziale di Lenio Vallati, mentre sospeso tra incanto e disillusione, cerca di afferrare il senso dell’esistenza e di «capire cosa è reale | e cosa è sogno» (Inseguendo un sogno).

I sogni, questi «naufraghi dell’oceano della notte» dai colori indefiniti e cangianti, secondo il poeta, possono assumere mutevoli forme e sfumature grazie alla magia dell’amore e della fantasia e, nonostante qualcuno di essi a volte resti «impigliato | nelle reti della delusione», se non vengono allontanati possono regalare grandi emozioni, far volare lontano i desideri e aiutare ad affrontare i momenti bui e malinconici dell’esistenza. Senza imbarazzo, il Vallati ammette che i suoi sogni più belli sono stati forgiati e caricati di significati dalla donna amata. Nella poesia che dà il titolo al libro, Il colore dei sogni, glielo confessa: «Di sicuro sei stata tu | a dare loro un senso,| una dimensione, | a fare | di una ciurma di sogni | un vagito di vita.».

Anche l’amore è da lui visto come un meraviglioso sogno che vale la pena vivere, un’esperienza che dà senso all’esistenza, un’occasione di felicità. E nei versi di questa raccolta canta con trasporto quello per la sua donna, per la figlia Anastasia, per i propri simili, la natura, la vita e ne lascia trasparire le diverse sfumature e peculiarità.

Considera invece la vita come un mistero da scoprire, anche se non regala soltanto momenti felici, e come un miracolo da apprezzare, sebbene il tempo da vivere si consumi in fretta – «Sguscia la vita | come lucertola impazzita, | come treno che corre veloce | sui binari del tempo» (Sguscia la vita). La percepisce inoltre sia come un miracolo «che ogni giorno si ripete», «nel continuo alternarsi delle stagioni, | nel continuo balenare delle emozioni | fino al momento dell’addio, fino all’ultimo istante» (È vita), sia come un mistero degno di essere vissuto malgrado le tante vessazioni inflitte ai più deboli e i tanti avvenimenti tragici che contraddistinguono l’epoca attuale.

Convinto che i poeti abbiano il dovere morale di parlare anche di questi e altri aspetti negativi della realtà, nelle sue composizioni, per tentare di scuotere le coscienze di chi non vuole o non riesce a vederli, con amarezza e sensibilità denuncia il drammatico esodo dei migranti del nuovo millennio, la disperazione delle vittime della crisi economica, l’indifferenza nei confronti dei portatori di handicap – «Fiori mai sbocciati | al dolce tepore della vita» (Siamo) – e del triste destino delle «schiave in catene | d’amore» (Non sono donne). Angosciato per l’impressionante escalation di violenza nei confronti delle donne la condanna fermamente ed esorta ogni donna a non cedere a sentimenti di odio e a «non abbassare mai lo sguardo». Invita inoltre tutti gli uomini a rispettarle non solo il giorno della Festa a loro dedicata, ma ogni giorno dell’anno.

Il poeta, constatando quanta malvagità e quanto egoismo imperano nel mondo, per credere ancora «nell’intima bontà dell’uomo», si rivolge a un “tu” indeterminato, cioè ad ogni ipotetico lettore della sua raccolta, chiedendogli con un esile filo di speranza: «Dimmi che non tutto è perduto | e che un pallido sole splende | nei nostri cuori | gocciolanti d’odio» (Il compito dei poeti).

Nella silloge il tema onirico diventa per Lenio Vallati veicolo con il quale lanciare messaggi carichi di positività. Invita infatti a guardare il mondo reale senza perdere la capacità di sognare e di apprezzare la vita nonostante esistano pure la morte, la crudeltà e l’insensibilità. E grazie alla sua poesia dai versi limpidi e musicali, dal tono pacato non privo però di accenti taglienti, non solo denuncia i mali che angustiano il nostro tempo, ma cerca anche di infondere un po’ di speranza per un futuro migliore.

Materiale
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