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Prefazione a
Per le strade del mio “Io”
di Gino Lappano

la Scheda del libro

Nicoletta Corsalini

Gino Lappano e il suo viaggio chiamato vita

Gino Lappano, in questa raccolta dal titolo Per le strade del mio Io, affida alla poesia il compito di scandagliare le regioni sconosciute della sua interiorità, per cercare di far affiorare ciò che si nasconde dietro alla propria inquietudine esistenziale, al suo essere uomo con desideri, paure e domande. Spesso dietro questa inquietudine, si avverte un travagliato conflitto con il suo doppio, concepito a volte come entità puramente spirituale, altre come figura dotata di corporeità e individualità. E’ un conflitto interiore che sembra non riesca a trovare soluzioni perché scatenato da dilemmi che da sempre spingono l’uomo, e in modo particolare i poeti, a porsi domande sul senso della vita e della morte, del buio e della luce.

Il poeta e il suo ‘Io’ camminano l’uno accanto all’altro, persi nella solitudine e nel silenzio di “piccole strade di sasso” (Straniero), vicini eppure lontani (Lui). Entrambi si sentono stranieri in un mondo dove solo “volti... | anonimi, illeggibili scorrono sullo schermo” dell’esistenza (Il mare), in un mondo in cui l’indifferenza verso l’altro è diventata tangibile e ognuno è intento “a nascondere le | sue sofferenze dietro a sbarre” (Dietro le sbarre).

Il sentimento del trascorrere inesorabile del tempo affiora prepotente dai suoi versi insieme alla consapevolezza di lasciarsi, alle spalle, lungo le strade della vita tutti i suoi ieri, mentre, nella mente gli restano solo i ricordi, popolati dalle ombre del passato, vivi e intrisi di malinconia per le cose e le opportunità perdute; sente, anche, che le solide radici del suo passato sono state divelte dall’incessante succedersi degli eventi e che l’unica forza capace di rigenerare le sue speranze e di ridare vigore al suo ottimismo è l’Amore.

Dalla lettura dei testi, della sezione La nostra storia, emerge la sua affannosa ricerca dell’essenza di questa forza nel legame con la donna per la quale ha “bruciato” il suo “cuore” e insieme alla quale ha “bruciato... sogni di vita” (Ci siamo amati). E, vuole provare a dissipare le nebbie che rischiano di offuscare il loro rapporto per allontanare, finalmente, i suoi angosciosi timori della possibile fine del loro amore creduto “eterno”. Inoltre, desidera ripercorre a ritroso quei sentieri che li hanno allontanati, per imboccarne nuovi dai quali sia possibile guardare con maggiore serenità i germogli dell’albero, un giorno, piantato insieme e desidera abbattere i muri di incomunicabilità fatti di parole e gesti “distratti”, per riprendere il loro viaggio seguendo “quel tenue filo chiamato “speranza” (Sentieri). Proprio il tema del viaggio, sia fisico sia interiore, è costantemente presente nella silloge, fin dal titolo, tratteggiato da numerosi sostantivi e verbi ad esso riferiti strade, vicoli, passi, camminare, andare, tornare... e dalle varie metafore.

Una grande tensione emotiva permea l’intera raccolta e viene resa ancora più trasparente da un linguaggio piano, dall’approccio immediato. Nei singoli testi, a volte di brevissimo respiro, si capta il prevalere di una ricerca sul significato dell’esistere carica di spunti psicologici ed etico-sociali (come nella sezione Identità svanite), dai risvolti prettamente personali, dove l’io e il tu sono spesso punti di partenza e di arrivo dei suoi pensieri.

Gino Lappano attraverso la scrittura riesce ad esternare i suoi conflitti interiori e prova a ricucirne gli strappi più profondi, per poter annientare il senso di vuoto che a volte lo stravolge, per poter trovar risposte che acquietino la propria inquietudine esistenziale, per poter alla fine vedere “di un nuovo giorno l’alba... | di promesse gravida” (Alba).
Materiale
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