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Primo Levi (1919-1987) l'uomo, il poeta

Il saggio Primo Levi (1919-1987) l'uomo, il poeta di Franca Olivo Fusco, vincitore del Premio “I Murazzi” per le opere inedite, è stato pubblicato nel 2019, anno in cui si è celebrato il centenario della nascita dello scrittore torinese, autore anche del noto libro Se questo è un uomo, sconvolgente e coinvolgente testimonianza degli orrori vissuti durante la prigionia nel campo di sterminio nazista di Auschwitz.

La saggista con questo suo lavoro ha voluto «rendere omaggio ad un autore che [apprezza] da decenni, sia come scrittore che come poeta» (p. 8). In questa pubblicazione ha scelto, però, di analizzare la sua produzione poetica, non le opere in prosa. Le composizioni da lei esaminate sono quelle presenti nel libro Ad ora incerta, pubblicato da Garzanti nel 1998.

L’autrice informa il lettore che il suo intento non era scrivere un “un saggio accademico”, ma piuttosto “un manuale” che attraverso i versi di Primo Levi, vittima e testimone della follia nazista, possa aiutare gli studenti a comprendere meglio la tragedia storica e umana dell’Olocausto.

Il libro è suddiviso in sette parti. Nella prima la scrittrice parla della sua vita e delle opere da lui scritte, nelle successive invece, con grande sensibilità e acume, esamina le sue poesie per tentare di capire il suo modo di essere poeta e quello di esprimersi in poesia.

Proprio grazie al suo accurato lavoro si scopre che Levi «da poeta “per caso”, è diventato poeta “per necessità”». Egli sente infatti che ha «il dovere di raccontare in versi (e in prosa) la Shoah di cui è stato testimone», perché «Se avesse taciuto, si sarebbe sentito complice degli aguzzini» (p. 27).

Dall’autrice ci viene inoltre segnalato che il suo stile è molto personale e che non ha riscontrato tracce significative di influenze da parte di correnti poetiche novecentesche. Nota invece che nei suoi versi si ritrovano citazioni o echi di quelli di altri poeti, tra cui Dante, Thomas Stern Eliot, Montale, ecc.

La scrittrice rileva anche che il poeta si esprime in versi liberi, che raramente segue schemi metrici, ma che fa invece uso delle figure retoriche come l’anafora, la similitudine e la metafora.

La natura, gli animali e le piante, sono spesso i soggetti prediletti della poetica di Primo Levi, il quale consapevole dell’azione devastante esercitata dagli uomini sull’ambiente, condanna la loro insensibilità nei suoi riguardi e i loro comportamenti distruttivi. L’autrice sottolinea che: «La natura, dopo l’uomo, è il vasto panorama a cui si rivolge la grande umanità di Levi» (p. 83).

È l’uomo infatti il suo principale interlocutore. Nelle sue composizioni spesso fa uso dei pronomi personali, rivolgendosi soprattutto a quei compagni con cui aveva condiviso la prigionia e il dolore fisico e spirituale.

Il tema del dolore è una costante delle sue poesie. Quello espressovi è un dolore intenso, intollerabile, quotidiano, provocato sia dai ricordi indelebili delle sofferenze patite nei lager sia dai ricordi delle tante persone conosciute (e non) uccise dai nazisti. È un dolore che non trova conforto né nella ritrovata libertà, né nella fede o nel perdono. Lo percepiva come un fardello morale, perché come puntualizza la saggista «L’essere sopravvissuto per Levi costituiva motivo di riflessione e forse di rimorso. Credeva che a morire fossero stati i migliori» (p. 65).

Questo libro d Franca Olivo Fusco è frutto di un’appassionata e approfondita analisi delle poesie di Primo Levi. Aiuta chi lo legge a scoprire ancora più a fondo l’umanità e la modestia di uno scrittore e poeta conosciuto in tutto il mondo.

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