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Scoppio di mine. Colletorto 1943

Luigi Pizzuto nella sua ultima pubblicazione, Scoppio di mine. Colletorto 1943, rievoca alcuni tragici episodi avvenuti verso la fine della Seconda Guerra Mondiale in alcuni paesi in provincia di Campobasso, come Tavenna e Colletorto. Proprio in quest’ultimo, citato anche nel sottotitolo, l’Autore è nato e risiede.

In Scoppio di mine. Colletorto 1943 sono riportate testimonianze di persone anziane, riprodotte immagini di foto d’epoca – tra cui quelle di soldati partiti per il fronte e mai tornati a casa – e di luoghi nei quali sono accaduti i fatti menzionati.

Pizzuto, insegnante e scrittore, con questa nuova fatica letteraria, si pone molteplici intenti: uno è quello di far sì che sia le persone sia gli episodi di cui parla non cadano nell’oblio; un altro è quello di «costruire un percorso educativo sempre più solido ed efficace, incentrato sulla conoscenza di eventi locali, vicende personali e storie di famiglie» indirizzato soprattutto alle giovani generazioni. Giovani generazioni che non hanno conosciuto l’orrore della guerra e dei suoi massacri, come quello di Tavenna, nel quale, il 13 ottobre del 1943, i tedeschi, dopo il ferimento di un soldato, per rappresaglia fucilarono un abitante del posto e due carabinieri, e che non hanno mai sentito nemmeno la violenza degli “scoppi delle mine”, come quelli degli ordigni interrati dagli invasori in alcune contrade vicino a Colletorto, prima di ritirarsi a causa dell’avanzata degli Alleati, i quali spezzarono la vita di tre civili inermi, tra cui quella di Vincenzo Paradiso, un ragazzo di soli tredici anni. Il percorso istruttivo proposto dall’Autore ha dunque la finalità di far conoscere le tragiche conseguenze della guerra, affinché in futuro si cerchi di evitare il loro ripetersi.

Nell’atto unico intitolato Colletorto-Tavenna. Ottobre1943, attraverso «la voce vibrante del teatro», resa ancora più incisiva dall’uso del dialetto, si racconta lo sgomento della popolazione di fronte alla morte di persone innocenti e agli effetti devastanti delle deflagrazioni delle mine su uomini e animali.

Le parole dello scrittore, oltre a rievocare le efferatezze della guerra, il suo dispensare morte e dolore, raccontano anche la lotta quotidiana della gente comune per sopravvivere alla fame e agli stenti, tra rappresaglie e razzie alimentari dei tedeschi, tra bombardamenti degli Alleati e insidie nascoste; mettono inoltre in risalto le reazioni degli abitanti di Colletorto all’arrivo degli anglo-americani e la nuova atmosfera che si respira nelle strade.

In Scoppio di mine. Colletorto 1943 la memoria di momenti storici molisani è resa viva dalla voce di anziani del paese di chi scrive, non mancano però le voci di quelli dei comuni limitrofi: San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano, Bonefro. Luigi Pizzuto, attento studioso di storia locale, le ferma su carta servendosi di un linguaggio chiaro e di impatto immediato.

Grazie a libri come questo, eccidi commessi durante la Seconda Guerra Mondiale, di cui si sa o si parla molto poco, saranno ricordati nel tempo. E come afferma il prefatore, Roberto Colella, finalmente: «il martirio dei molisani, spesso sottaciuto, sembra oggi riaffermarsi nel desiderio di un revisionismo storico».

Recensione
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