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Semi di senape

Sono sedici i racconti che Angela Ambrosini, narratrice e poetessa di Città di Castello, ha inserito nel suo libro Semi di senape. Sono racconti brevi, dove le paure, gli incubi, le visioni, le malattie dei protagonisti diventano il nucleo portante e coinvolgente della narrazione.

La scrittrice con una prosa asciutta e scorrevole, a tratti venata di lampi lirici, descrive e scandaglia gli universi interiori e la psiche dei vari personaggi che, per cause o motivazioni diverse, stravolgono la loro visione della realtà, fino a riplasmarla o ad esserne sopraffatti.

Ogni episodio raccontato è diverso dagli altri, unico. Spesso le storie non presentano connotazioni temporali e sono circondate da un’aurea di atemporalità, poiché la percezione dello scorrere del tempo diventa irrilevante per i protagonisti. Solo l’alternarsi delle stagioni, con le loro giornate più lunghe e calde o quelle più brevi e fredde, sottolinea, quasi in sottofondo, i cambiamenti che il tempo imprime alla natura, alle cose, agli esseri viventi.

I protagonisti spesso si perdono nei labirinti misteriosi della propria psiche, rimanendo soli con le proprie fobie, o percezioni, tra l’indifferenza della gente. Il silenzio interiore di ciascuno di loro, spesso sembra dilatarsi fino a inglobare i rumori del mondo e sovrastare la voce delle persone, anche di quelle più vicine.

Le figure degli animali sono presenti, con frequenza, nella narrazione e svolgono un ruolo primario. Possono esprimere rapporti profondi di affetto e fedeltà, legami di amicizia gratuita, come ne La ragazza con il cagnolino, oppure in Merlino; mettono anche in evidenza traumi subiti, soprattutto nell’infanzia, e mai superati come ne Il ragno.

L’impatto con il senso enigmatico della vita e la percezione della morte sono molto forti in alcuni personaggi e serpeggiano come un filo invisibile tra le righe di Semi di senape. Inoltre, così come afferma Antonio Melis nella Prefazione al libro, in questi racconti: «il fantastico si insinua naturalmente nella quotidianità. Proprio per questo, paradossalmente, acquista una dimensione più inquietante. Si tratta spesso di un evento in apparenza minimo, che rompe il corso abituale delle cose e si dilata progressivamente fino a permeare il testo».

L’autrice riesce a catturare l’attenzione del lettore grazie a contenuti mai banali, all’uso di strutture diverse e ad uno stile limpido e scorrevole.

Recensione
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