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Un uomo qualunque

I sei personaggi di Un uomo qualunque, un testo teatrale formato da un atto unico di Marco Boietti, a parte il sesso, non sono caratterizzati fisicamente o da un’età precisa oppure da un nome. Sono però figure in cui ognuno può ritrovare un frammento di se stesso.

“Lui” è il personaggio principale. L’unico uomo tra cinque donne, le più importanti della sua esistenza: la Madre, la Sorella, la Moglie, la Figlia, l’Amante.

La scena si apre proprio con “Lui” seduto a un tavolo, intento a sfogliare un vecchio album di fotografie di famiglia. Una dopo l’altra, le donne, come se fossero evocate dal suo sguardo che si posa sulle foto, affiorano dal buio che lo circonda. E non rappresentano soltanto la personificazione dei sensi di colpa che affollano la propria coscienza o di giudici impietosi che processano il suo egoistico modo di comportarsi e amarle, ma sono esse stesse i simboli e le vittime di ruoli stereotipati e discriminanti assegnati alle donne nell’ambito della società e della famiglia.

Il protagonista tenta di sminuire le proprie colpe chiamando in causa il destino, responsabile, a suo dire, del proprio modo di agire. Negli intensi dialoghi però le parole delle donne diventano veri e propri atti di accusa, macigni che si posano sulla sua coscienza e che demoliscono ad una ad una le motivazioni delle proprie scusanti, lasciando intatte soltanto le responsabilità, che annientano la sua volontà di vivere.

In Un uomo qualunque si colgono già dall’incipit le spie dell’importanza che la letteratura assumerà nel corso della vicenda, mentre le reminiscenze letterarie evocate nei discorsi riportano alla mente le gesta e gli amori dell’eroe del poema omerico, Ulisse. “Lui” però non è un eroe, è un uomo qualunque senza più una famiglia, sopraffatto da una solitudine senza rimedio e consapevole degli errori commessi per inseguire la propria sete di conoscenza. Preda di quell’inquietudine esistenziale che spinge a ricercare incessantemente, non senza dolore, il significato e il valore della Vita. Ad aspirare ad una piena libertà individuale.

La vicenda, dall’esito drammatico, inizia ai nostri giorni per poi catapultarsi in una dimensione temporale indefinita, dove l’angoscia esistenziale di “Lui” è specchio e di quella di ogni uomo.

Recensione
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