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Viaggi al Nord

Gli uomini hanno sempre avvertito il desiderio di viaggiare e di esplorare nuovi orizzonti per conoscere culture e popoli diversi, per sete d’avventura, per puro piacere e divertimento, ecc. Spesso hanno però sentito anche l’esigenza di condividere con gli altri le esperienze vissute e le sensazioni provate raccontandole oralmente o per iscritto. Molti capolavori letterari, infatti, sono ispirati dal tema del viaggio. Già nell’antica Grecia, ad esempio, il poeta Omero nell’Odissea narra quello lungo e avventuroso di Ulisse.

Domenico e Flavia Ventola nel libro Viaggi al Nord descrivono non solo i luoghi dei Paesi dell’Europa settentrionale, Canada e Alaska che hanno visitato, ma parlano anche del loro impatto con gli abitanti, delle caratteristiche degli ambienti naturali, delle bellezze artistiche e curiosità di alcune città, ecc.

Il primo percorso di cui parlano i coniugi Ventola inizia dal Canada e nella provincia situata all’estremo Ovest dello Stato federale, la British Columbia, restano affascinati dalla natura di Vancouver, con «montagne maestose che si levano sul profilo scintillante della città […] che confina con il cielo, il Pacifico che quasi lambisce le porte delle case, i 400 ettari del parco Stanley nel centro e ben 11 spiagge di sabbia» (p. 11). Il viaggio prosegue poi per raggiungere l’Alaska, il grande “Stato dell’estremo nordovest degli Stati Uniti”, nel quale scoprono che «Contrariamente a un’opinione diffusa, nessuno dei gruppi indigeni ha mai abitato stabilmente negli igloo, le famose case di ghiaccio, perché le loro abitazioni tradizionali sono fatte di legno, ossa di balene e terra» (p. 19).

In un’altra occasione visitano, invece, la città di Narsaq in Groenlandia, dove le persone che vi risiedono non amano essere definite “eschimesi”, ma groenlandesi, perché si sentono “nazione e non etnia”.

La prima volta che Domenico visita la Finlandia e la Scandinavia è invece da solo. In Finlandia si sposta da un luogo all’altro servendosi di mezzi pubblici di superficie, in questo modo ha la possibilità di osservare meglio il territorio e di incontrare gente cordiale e amante della lettura. In Scandinavia – considerata erroneamente un unico stato formato da Danimarca, Norvegia e Svezia – si reca non solo nella capitale danese, Copenaghen, dove si accorge che, nonostante l’avanzare dell’industrializzazione, è rimasta ancora una città in cui la pesca ha un’importanza economica primaria, ma visita anche Stoccolma, in Svezia, dove nota che «gli stranieri, compresi gli italiani, formano gruppi, piccole comunità» (p. 43) e che le donne spesso non rispecchiano l’immagine di “esseri angelici, ideali e semplici” che ne hanno gli italiani.

Quando l’autore si è recato nei Paesi Bassi, comunemente chiamati “Olanda”, scrive che ha percepito la gente «meno nordica di quanto [credesse], con alcune inflessioni “latine”», inoltre, ha notato che mentre a Rotterdam è presente maggiormente lo stile architettonico moderno a L’Aia predomina quello antico. Ad Amsterdam si accorge che sopravvive ancora «la mentalità ospitale e temperante che le deriva da più di sei secoli di attività commerciale», infatti, in essa è presente «un miscuglio sfolgorante e vivido di colori e di lingue che restituisce un senso di festosità e di disordine» (p. 59), messo ancor più in risalto dal numero degli edifici di culto diversi. Soltanto fuori dalle grandi città, come ad esempio a Haarlem, incontra l’Olanda più caratteristica, come quella della floricoltura. Proseguendo il tragitto e arrivato in Germania, Domenico, si reca a Brema, che «tra birra e musica […], vive di espressioni tradizionali, memorie vecchie e nuove» (p. 68), poi nell’indaffarata Amburgo e a Lubecca, città natale del grande romanziere Thomas Mann.

Nella penultima parte del libro, Domenico e Flavia, raccontano, invece, impressioni sui viaggi fatti insieme in Finlandia, Lapponia Finlandese, Circolo Polare Artico, Norvegia e Hammerfest, Capo Nord. Lo sguardo di Flavia, pittrice di stile neoinformale, spesso si sofferma sui particolari naturali dei luoghi descrivendoli con parole che si trasformano in immagini colme di grande bellezza e poesia. Queste sono quelle con le quali descrive la tundra: «è un paesaggio collinare con un verde sempre più rado, soprattutto licheni e muschi. Arriviamo ai fiordi. Roccia e mare. Dalle montagne, a tratti innevate (siamo a giugno) scendono cascate e torrenti verso il mare. Paesaggi e colori sono aspri» (p. 82).

Nell’ultima, invece, raccontano delle loro tappe in Islanda, USA, Repubblica d’Irlanda, Gran Bretagna e Russia.

Ognuno di noi ha una propria visione del viaggio e un suo modo di concepirlo, i coniugi Ventola confidano ai loro lettori che lo avvertono sia come un’esperienza diversa da vivere pienamente e liberamente (preferibilmente in luoghi lontani dal turismo di massa), sia come un evento che aiuta ad aprirsi verso gli altri e arricchisce spiritualmente e culturalmente. Ritengono inoltre che «la vita umana è troppo breve rispetto al numero infinito di luoghi da vedere» e che per questo evitano, tranne rare eccezioni, di tornare nello stesso luogo.

Viaggi al Nord fornisce resoconti precisi e attenti dei vari viaggi compiuti da Domenico e Flavia Ventola stimolando i lettori a visitare paesi ricchi di fascino e storia.

Recensione
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