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Diapason!

Esce fuori dallo schema tipico della guida didattica, il volume di Nicoletta Cherubini che associa ad una sostanza rigorosamente scientifica una forma straordinariamente chiara e immediata. Ogni attività, ogni gioco (così vengono vissute dagli alunni anche le proposte più impegnative del manuale) sono dettagliati, circostanziati e, che si tratti di Napoleone, delle balene o dei cerchi, sortiscono il medesimo effetto: l’attenzione degli alunni è tutta lì, desta, mirata al raggiungimento di uno scopo immediato (il gioco) ma condotta con levità fino ad uno scopo più remoto e ben più duraturo -l’apprendimento.

A questo serve, d’altronde, il diapason: nel silenzio del suo camerino, il “primo violino” lo percuote , lo ascolta e riascolta suonando il suo strumento, seguendo la sua nota più e più volte, fino ad accordarlo. Nella cavea, passerà questa nota, una “famiglia” strumentale per volta, a tutta l’orchestra che si accorderà a sua volta, con lo straordinario miracolo di armonia che si ripete ad ogni esecuzione.

Nelle mani di un insegnante, questo Diapason propone note sempre diverse, imperniate a volte sulla scorta e l’espressione di emozioni e sentimenti, a volte su fatti, su fenomeni che possono essere raccontati, imparati, manipolati, sempre con allegria, sempre con la fantasia del “Facciamo finta che…”. E in classe non c’è un suono stonato, non uno strumento muto, anche quando ci sono le pause o uno proprio è intimidito: gli occhi dicono che l’alunno “c’è”. In questa orchestra non solo possono suonare strumenti che non sono nati per le sinfonie, ma il Diapason stesso è fatto apposta perché essi riescano a farlo. Individualmente un alunno straniero non riuscirebbe mai a scrivere da solo una frase? Con una parola, una sola, potrà far parte di un gruppo, contribuire alla creazione di una poesia. La parola scritta gli dice poco? Gli pseudo-ideogrammi lo libereranno dall’impaccio dell’alfabeto.

Ogni lezione, ogni proposta, avrà sull’intera classe un effetto diverso da alunno ad alunno e da un livello all’altro, ma alla fine dell’attività il prodotto sarà sempre più o meno collettivo, affinché gli alunni non restino soli di fronte al giudizio degli altri, di fronte alla misura del lavoro svolto; ognuno avrà comunque dato e ricevuto più di quanto non pensasse di poter dare o ricevere prima della lezione. E, se nel suo corso avrà dato una risposta sbagliata, l’approccio di questo manuale gli farà capire che sbagliata era la nota, non il musicista, e che lo strumento si può sempre accordare…

 (Teresa Cozza, Scuola Elementare di Sieci, Firenze, 2003)

Recensione
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