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Leggendo i versi, ciò che immediatamente colpisce è un sentimento di tristezza. di inquietudine interiore che viene di volta in volta abbinato allo scorrere di un fiume, alla ciclicità delle stagioni e alle caratteristiche che le contraddistinguono. Importante è, dunque, il richiamo alla natura, e alle manifestazioni atmosferiche, come la neve, che scendendo morbidamente copre i tetti, e dolcemente porta una folata di amore e di pace nell'animo dell'autrice.

Tra le stagioni, Rosalba Masone Beltrame, richiama spesso la primavera e l'estate, come il fresco e rinvigorente vento della primavera a cui l'autrice dice: "soffia soffia soffia più forte che puoi. Non risparmiare forza e possanza quando sarò sotto strati di morbide erbe – un giorno – che io ti senta vivo" (La Voce del Tempo, p. 49) o. come il sole dei Caraibi dove "il blu d'oltremare è un tuffo che ti colora l'anima avida di roccia di acqua di memorie ancestrali"(Ai Caraibi, p. 65). Insieme alla natura, è importante sottolineare il rilievo che viene dato alla famiglia, in particolare alla madre, "fonte" (Mia Madre, p. 14), in cui l'autrice dice di identificarsi; infatti, nonostante i contesti e le epoche diverse in cui le donne trascorrono la loro vita, l'autrice, ripercorrendo la sua esistenza si rivede, come la madre con "gli stessi capelli imbiancati la stessa bocca un po' dolce un po' mesta gli stessi occhi sognanti" (Mia Madre, p. 15) e con uno sguardo al passato ripercorre i momenti che in lei hanno lasciato un'incancellabile traccia. Ogni singolo componimento poetico, viene "scagliato"su una pagina bianca, lasciando al lettore il tempo e lo spazio per riflettere su quanto ha appena letto; inoltre, il ritmo incalzante dei versi, coinvolgendo il corpo e la mente, convoglia in un mondo carico di emozioni in bilico tra il filo del passato e il bisogno di cambiamento per il futuro.

La casa della mia infanzia

– Ah la mia casa così disadorna di fregi –
(nemmeno un frontone)
per me ha esalato il calore dolce
dei fiori e degli Spazi infiniti
Nella memoria sprizza di Sole
e il Tempo immortale
è Giove che veglia sull'ago
Nella casa della mia infanzia
abbagliava un portale di maestosa possanza
che addomesticava – con Bora possente –
i maghi e le streghe (con doni di mele inquinate)
e il serpente che bloccava l'andare
(dalle pagine di un vecchio 'Pinocchio')
e i lupi delle boscaglie e gli orchi
e l'uomo invisibile e i neri ingredienti
della paura
La casa della mia infanzia – Ricordo –
si rannicchiava nel cielo
per dipingere sogni
trapunti di stelle
e possedeva una saggezza fonda di secoli
E' precipitato un tempo e ciò che cerco
è linfa ai miei dipinti
Forse un ritorno (forse nemmeno)
all'abbraccio del Sole che scorre
– il suo linguaggio di fuoco –
Tutto resta perduto lontano lontano
dentro la casa e la mia infanzia.

Recensione
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