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Dinamismo cosmico nella silloge Alfa e omega

“Gran mistero è la vita e non lo svela | che l’ora estrema…” dice Adelchi morente. “Incomprensibile parola la parola fine | inesplicabile come il principio | imperscrutabile come il mistero | ermetica come la mente di Dio” scrive Pietro Nigro nella sua recente raccolta “Alfa e omega”. In entrambi, dunque, la cifra della vita non può che essere il mistero. E nel mistero dell’eternità, senza passato né futuro (dimensioni che il poeta siciliano supera eternando attimo per attimo sensazioni e palpiti, luci ed ombre del quotidiano) il Nostro si perde e si ritrova in un acceso dinamismo cosmico: “Attimo finito che sopravvive | si rigenera | e tenta l’eterno”. E l’eterno “splende nei cieli col sole | la luna e le stelle | col volo di uccelli in liberi spazi | sul verde e sul mare…e in te splende, anima immensa | esaltazione estrema”. In questa spazialità cosmica, in cui si muovono l’essere e il divenire, appaiono e “si fanno vita, materia inerte | caleidoscopi di immagini, di pensieri, | di eventi che elaborano nostalgie”; e la vita è “bellezza eterna”, che si deve godere ogni giorno, nella buona e nella cattiva sorte, in quanto vivere significa essere parte di un tutto come gli anelli di una catena, partecipare della perfezione assoluta propria dello stesso Dio, che non va segregato in qualche remoto recesso, ma è in noi, vivo e presente, sempre.

In questa possente concezione, in cui “la memoria dilata il futuro” viene vinta anche la morte, perché lo spirito è eterno e non può spegnersi in un determinato istante. “Un universo infinito | dove passato e futuro non sono | che lo stesso cerchio | di un inspiegabile presente”. Dopo quanto si è detto, verrebbe di pensare a Nigro come ad un filosofo, ma la sua concezione della vita, come per il Leopardi delle “Operette”, piuttosto che essere stesa in un sistema organico, fluttua qua e là, trasformata in immagini liriche luminose, che sgorgano spontanee, come polle fra l’erba. Del resto, in questo concettismo poetico compaiono tutte le suggestioni della memoria: il sapore della giovinezza con i trepidi sguardi d’amore, le ferite che la vita impietosamente regala, le attese deluse, “un fiore insospettato | fra le brulle pareti”.E c’è la Sicilia tutta intera, meravigliosa isola, coi suoi poeti e i suoi miti, con il suo mare e le vergini chiome degli alberi, le siepi di fichidindia e le rocce forate dal tempo. Compare persino un “pianoforte scordato, scorato, abbandonato | pianoforte solitario a fare eleganza all’occhio | arredo d’artista | nel …salotto”. Certamente il Nigro, che non è nuovo alla poesia, con questa pregevole raccolta si pone, a buon diritto, fra i grandi poeti siciliani contemporanei.

Recensione
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