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Narratore e
poeta di largo respiro (la sua prima pubblicazione Spirale, seguita da
moltissime altre, risale al lontano 1976), Filippo Giordano ci propone in questa
pregevole silloge di 12 liriche uno spaccato della sua vita passata quando la
semplicità era luce, in forte contrasto con la vita di oggi in cui tutto sfuma
in una globalizzazione senza palpiti, che uccide l’unicità e la spontaneità
dell’essere.
Il dialetto,
quello di Mistretta, dove il Nostro è nato e vive, serve a meglio esprimere la
dolorosa condizione del poeta innamorato della sua terra e deluso dallo scempio
che lo scorrere della storia ne ha fatto, per cui tutte le sue meditazioni,
velate di ironia, si risolvono in un malinconico oscillare fra memoria e realtà.
E se nella prima
lirica della raccolta la memoria si fa elegia nel ricordo di quel tempo felice “quannu
i ciliegi erinu ggirasi”, nella medesima il poeta non rinuncia a sperare e
sogna che ancora adesso una “scorcia ri limuni scamusciata” lanciata
verso le stelle, possa incoronarne una, ubriacandola col suo dolce effluvio. E
le antiche parole (I palori), ormai messe in quarantena, scalpitano sulle
bocche di Enzo e Graziella, perché vogliono vivere ancora, come allora, quando
incontaminate esprimevano sentimenti genuini e sinceri.
Ma
forse la più intensa lirica della silloge è “Paisazzu ri montagna”, in
cui il Giordano, dopo avere elencato tutti i disagi che porta con sé la vita in
un piccolo centro montano (dal clima gelido che ti fa ammalare alle maldicenze
della gente a ogni passo) afferma che, se tu sei costretto ad allontanarti per
cercare un lavoro, “u piettu si sbacanta” e resti secco e asciutto come
il letto di un torrente che non trova più fra i sassi una sola goccia d’acqua.
Raramente un poeta è riuscito a sintetizzare in maniera così egregia in pochi
bellissimi versi il dramma dell’emigrazione.
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Recensione |
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Scorcia ri limuni scamusciata
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Edizioni Il Centro Storico
Mistretta 2006 |
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| III ed. Prefazione di Giuseppe Cavarra - pp. 32 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Il Convivio nr.31/2007
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