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Le Frecce di luce della poetessa Claudia Manuela Turco sono aspre e aguzze. Tagliano. Forse più del vetro. Ed è proprio questa idea, come pure quella di cose che s’infrangono, a costituire una delle sue principali ossessioni tematiche. Viene quasi da pensare ai cocci aguzzi di bottiglia che hanno reso famoso Montale.

Versi che feriscono, si diceva. Per questo, nelle sue liriche domina il rosso, che è il colore del sangue – se ti tagli, un po’ ne perdi – e del fuoco, entrambi simboli della vita, ma anche della morte. La presenza o assenza di entrambi gli elementi può portare a vivere e a morire.

Colpiscono soprattutto i suoni presenti nella raccolta, specie la prevalenza del suono liquido erre. Si ha quasi l’impressione che questi componimenti mordano.

Il tutto fra rime, mezze rime, assonanze e anagrammi (ne registriamo almeno uno, nell’accostamento delle parole arsa e rasa).

Una poesia “cosale”, che si nutre di numerose suggestioni, pescate da architettura, poesia, letteratura. Per una poetessa che dimostra grande padronanza del mezzo e rara consapevolezza lirica.
Recensione
Frecce di luce - Duetti solisti
poesia 
Autori
Claudia Manuela Turco
Marco Baiotto
Edizione:
Autoproduzione
Udine 2003

Prefazioni degli autori. Disegni di Gianni Sesia della Merla - pp. 150

Recensione a cura di
Pubblicata su:
Literary nr.3/2010
 

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