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Abbiamo letto con gioia la nuova raccolta poetica Un vestito di niente di Roberta Degl’Innocenti prolifica e sensibilissima autrice anche di testi per la narrativa. Roberta possiede le grandi capacità, le affinità di non deludere quelli che attendono i suoi testi come un evento importante, poiché il riscontro che da essi si evince è sentimento palpabile, è armonioso e delicato come una festa di colori.

Il verso della sua poetica, pur rinnovandosi nel tempo, ha il pregio di non allontanarsi, di non sfilacciarsi mai dal bello, nel dettare e diffondere le sue tematiche di vita a ciò che è il mondo nella sua interezza, nei suoi aspetti più particolari.

La parola è come un fiume di fiabe che carezzano la quotidianità dell’essere. Il canto nella sua fattezza si avvale poi di immagini che schiudono porte ad inviti di dolcezza. Mi sembra di essere parte di un gioco semplice, di un sogno che si materializza e si fa proposta di sentimenti che sono arteria del poeta.

La poesia per Roberta è la funzione di esistere, è come madre a cui confidarsi e dai cui ricevere il coraggio nel porgere agli altri col dono della parola, con le ferite dell’anima, col miele di una speranza che avvertiamo come rinascita che riscatti l’uomo dai mali che lo affliggono.

Ed è per questo che l’autrice s’imbarca per i suoi viaggi con un Vestito di niente che è bello e trasparente come pochi e la poesia riesce a tirarlo fuori dagli armadi della dimenticanza perché divenga abito, visione e palpito per chi ad esso si porga con una tenerezza di sorrisi, che il poeta stesso insegue per farne semine e donare a quanti sono parte (e non solo) del suo piccolo, magico, ma complesso universo di sempre.

Recensione
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