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Filippo Giordano, di Mistretta (Messina),
mi manda un libro intitolato Minuetti per quattro stagioni (Edizioni Il
Centro Storico). A penna, in una delle prime pagine, mi scrive così (ammesso che
riesca a decifrarne la scrittura): “A Roberto Carifi. Quando leggerà questa nota
ricordi che la penna che l’ha scritta la conservo sulla tasca della camicia, in
prossimità del cuore, laddove tengo anche le persone che anche di poesia
condiscono il fare loro di ogni giorno”. È una dedica a tutti quelli che di
poesia fanno la loro ragione di vita, quindi è una bella dedica. Mi pare che i
versi di Minuetti per quattro stagioni siano in sintonia con la natura,
con l’estate, con i tigli odorosi, con il vomere che è come un utero
“inseminato”, e sono semplici ma mai semplicistiche, si respira aria pura.
“Scrive Vincenzo Rossi nella prefazione: “Le due strofe e i sei persistenti
versi penetrano dentro le stagioni e di esse fissano gli aspetti più vivi che le
caratterizzano. Intanto che il tempo batte le sue ore la vite distende gli
ubertosi grappoli nei loro vari colori di maturazione dentro il mite respiro
dell’autunno, affinché ne colmi i cesti”.
Tigli odorosi
Tigli odorosi,
di giorni caldissimi
invocate ombre.
Mare, miraggio
di fluide carezze,
amaca azzurra.
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Recensione |
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Minuetti per quattro stagioni
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poesia
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| Autori |
| • | Filippo Giordano |
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Edizione:
Edizioni Il Centro Storico
Mistretta 2007 |
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| Prefazione di Vincenzo Rossi. Note di Giorgio Bárberi Squarotti, dell’autore e Sebastiano Lo Iacono - pp. 32 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Poesia nr.231/2008
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