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Una storia d'amore "ribelle" per la
contessa Giulia, donna di origine russa, nata nel 1826 a Torino dove la
madre si era rifugiata. Per il giornalista ungherese Ferdinand Eber,
inviato del Times, decide di lasciare il marito, il conte Theodore Von
Berg, anche lui ungherese. Una scelta azzardata per la società
dell'epoca ma voluta e sostenuta da una donna caparbia e autonoma quale
risulta Giulia. Il suo amore per quest'uomo la spinge, infatti, a
seguirlo nelle sue svariate peripezie, finendo anche in carcere.
Bella la descrizione della tenacia con
cui segue e realizza il suo sogno di giornalista e la fierezza con cui
affronta i pregiudizi dell'alta società. Dialoghi serrati con cui
l'autrice svela il susseguirsi delle vicende senza mai esprimere giudizi
propri e lasciando al lettore la libertà di immedesimarsi nei personaggi
stessi. Interessante l'evolversi della situazione politica dell'epoca in
pieno fermento in ogni stato Europeo, alla disperata ricerca della
libertà.
In questo romanzo le scene di sesso sono
più sporadiche ma sempre descritte senza alcuna vergogna od omissione.
Un grande elogio a Cristina per farci rivivere i turbolenti momenti di
metà ottocento che si rispecchiano nelle vite agitate dei personaggi.
Complimenti soprattutto per aver di nuovo scelto una protagonista
emancipata e sicura di se stessa in una società abituata a proibire
qualsiasi sogno o aspirazione a qualsiasi donna.
Abobii.com
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Recensione |
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Gli amori della contessa Giulia. Torino-Londra-Cracovia-Budapest 1859-1869
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saggistica
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
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Edizione:
LibroStampa.it
Vasto 2009 |
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| pp. 100 |
| prezzo: € 11,90 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
aNobii.com nr.2/2010
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