Servizi
Contatti

Eventi


L'origine sloveno-austriaca dei genitori e la stessa città nativa, specola delle tendenze artistiche dell'Europa dell'epoca, lo hanno indubbiamente influenzato, permettendogli fin da giovane di vivere in un ambiente multiculturale e cosmopolita.

Scrittore attivo di saggi, biografie, racconti e critiche musicali, Tavčar trova nella poesia il suo maggior mezzo d'espressione artistica. La lirica, capace di scavare tra i significati più occulti della vita, gli permette di riflettere l'intensità dei suoi pensieri, scavalcandone la logica e penetrandone l'essenza. In un momento in cui l'uomo appare totalmente disorientato nel suo rapporto con Dio, lo scrittore pubblica Purché nasca qualcosa, una raccolta di poesie crude e taglienti tese a riscattare l'autentica essenza della fede.

Ci troviamo davanti ad un poesia vera, aspra e senza mezzi termini; ogni sillaba dei suoi versi ci rimbomba in testa carica di significati e c'invita a riprendere il cammino della salvezza.

Il poema "Estremo coraggio", presente in questa raccolta, è una rassegna cruda degli orrori commesi dai cristiani in "nome" di Cristo nel corso della storia. Il coraggio di scegliere Cristo nonostante i cristiani" scrive Tavčar, e lo dice proprio alludendo alla reale follia dell'uomo che non cessa di distruggere. Dalle crociate ad oggi poco è cambiato: false guerre di religione continuano a bombardare i cieli e a massacrare popoli, l'odio tra le razze cresce,e intanto il "Dio" denaro minaccia seriamente di straviare le anime.

Un cristiano, quello contemporaneo, che tranquillizza la coscienza con la banalità e continua a perseverare nei male, con l'unico risultato dì sentirsi ancora più smarrito. Così ad esempio il Natale e la Pasqua, che in origine annunciavano la nascita e la resurrezione di Cristo, perdono il loro reale significato e diventano pure feste di consumo e di superficialità, così come altre celebrazioni cristiane, dal battesimo al matrimonio, si macchiano di formalità e mediocrità.

I dubbi dell'anima crescono e non trovano risposta alcuna; una vocina dentro ognuno di noi sussurra `Non odiare", "aiuta i deboli", ma ci si ostina a non volerla sentire. In una società capitalista e consunnista, dove i soldi comprano anche gli scrupoli di coscienza, amore e solidarietà non trovano un terreno fertile. Trionfa la legge del più forte e gli umili, da sempre condannati a perdere, vengono inesorabilmente schiacciati.

Eppure, scrive Tavčar, "Nelle preferenze di Cristo gli ultmi diventano i primi e gli umili vengono scelti per la rivelazione di tempi nuovi" E, invece, i tempi moderni vedono "primi" ricchi e potenti che si ingrassano a spese dei poveri e stremano una terra ormai esausta di sopportare. I poveri, confinan ed emarginati, sembrano non avere il diritto di godere dei frutti di una terra diventata dominio di pochi. Anche la Chiesa, figura costante di questa silloge poetica, è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità e a non alterare il reale messaggio della parola di Dio: "Amiamoci", seppur questo contrasti con i tempi nuovi. Marcata fortemente dalle malefatte di molti dei suoi predecessori, le spetta oggi il duro compito di riscattare la diffidenza dei fedeli, disorientati dall'oscuro operare di alcuni sacerdoti e falsi predicatori di Cristo che hanno fondato la `Chiesa del pmofitto".

Il poeta c'invita a ricordare che la Chiesa è la casa degli umili e non la dimora di "falsi perbenisti" credenti solo nella religione dell'apparenza. Gesù affidò la sua parola a dodici rudi pescatori, benediceva le prostitute e curava i lebbrosi; ma la mente umana sembra dimenticare facilmente ciò che ritiene scomodo. È senza dubbio più facile cadere nell'ottica di un individualismo "globalizzato" e non credere più a nulla.

Altro aspetto degno d'interesse è l'accento filosofico che marca alcuni dei poemi di questa raccolta. Poesia religiosa dunque ma anche proiettata verso temi quali l'eternità, l'Assoluto o il pellegrinare dell'uomo nello spazio e nel tempo.

Addentrandoci ad esempio tra i versi di "Autocoscienza", la penna dello scrittore ci guida verso una indagine profonda dentro noi stessi, c'induce a penetrare nei sentieri più profondi dello spirito e a prendere coscienza che siamo un microcosmo facente parte del tutto. L'autoconsapevolezza che ogni uomo è parte imprescindibile dell'universo ci avvicina a Dio e ci spinge a plasmare i nostri limiti secondo la natura divina. E ci ricorda inoltre che è responsabilità morale dell'uomo sapersi indispensabile per il creato e per la stessa esistenza di Dio.

`Slancio e Intelligenza", affronta il tema dell'eternità, un tempo dove l'inizio e la fine di ogni cosa coincidono e dove il dolore e le sofferenze terrene scompariranno. Protagonista di questa esperienza diventa la fede, grazie alla quale la mente supera le barriere della logica e si eleva al di là della stessa natura umana. La fede è "l'intelligenta intuitiva" scrive lo scrittore, l'unica capace di dare pace all'anima e riempirla di speranza futura attraverso la preghiera. Dio non può salvarci se non crediamo nel suo miracolo.

Recensione
Literary © 1997-2018 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza