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Il dialetto della vita. Il sogno la vita la bellezza

* Docente di Letteratura, Università di Roma Tor Vergata.

Il libro presenta composizioni poetiche di Domenico Tucci, medico catanzarese, e di Pasquale Montalto, psicologo cosentino, prefate da Antonietta Meringola e Bonifacio Vincenzi, e con grafiche interne di Alice Pinto e Giulio Tucci.

La poesia di Tucci piace in quanto piana e cordiale, una poesia non assolutamente complicata, ma accessibile e armoniosa, sia nella lingua che nei contenuti esistenziali, come quelle intitolate a Bruno, a Ombretta e Gianfranco (Salute a te, Bruno / auguri per questi / tuoi anni belli, / per l’amore e l’amicizia / che ci dai …; Auguri, Ombretta, / auguri / alla tua bellezza, / ai tuoi occhi sognanti, / alla verità …; Amico, perduto nel dolore! / Troverai / la speranza, / il sogno/ e il domani?).

La poesia accompagna la vita di Tucci, che mira all’essenziale e in ciò consiste, mi pare, la qualità del suo Io poetico. Tucci canta in modo naturale e spontaneo, e le sue parole vanno diritte al cuore e all’anima: non per nulla cuore e anima ricorrono in Tucci in coppia, come nel caso del componimento Cuore e Ubriaco di vita, dove si legge: Sono a casa, / il sapore dolce/ di te/ scende nel cuore. / Sono ubriaco/ di vita/ e di te. / Io custode della tua anima.

Le poesie di Tucci riflettono anche le sue competenze medico-psicologiche e colpisce la fluidità del linguaggio semplice e suggestivo: Il vento porta profumo di rose …/ Questo fu ed è il Karma. / Oltre il tempo e lo spazio. / Io ti amo come un sublime sogno. Per raggiungere questi esisti espressivi, positivi e convincenti, Tucci, certamente ha limato varie volte e con passione i suoi versi, che ampiamente riflettono i suoi pensieri, le sue sensazioni e sentimenti. Grati dobbiamo essere a Domenico Tucci per averci regalato una poesia calda di amore, di anima e di vita. Sicuramente leggendo le poesie di Tucci e di Montalto, la nostra mente, come giustamente dice Antonietta Meringola, gioisce, così che il lettore riceve in dono autentici fiotti di sentita poesia.

Convincente e profonda la poesia dell’acrese Pasquale Montalto, che, con Tucci, presenta una poesia di alto valore poetico. Poesie che sono caratterizzate da una continua ricerca linguistica e che promuove tutta una serie di metafore e di immagini ben costruite, che danno suggestioni e producono pensieri. Montalto consegna alla poesia Scrivere (pgg.53-59, con traduzione romena di M. Cristian) la sua poetica, la finalità del suo scrivere poesia appunto. Difatti ci imbattiamo in versi come: Scrivere, perché, nel vortice/ la parola vera interrompa, la cultura dell’inganno. / Scrivere per vincere/ sul buio della mente/ e scavalcare oscure chiusure, / che non si conoscono/ e non permettono di vivere. / E scrivi, scrivi, al posto di convertirti, / non ubriacarti di un’ideologia inconcludente. / La scrittura meditativa, / vera oasi d’allegria per il passeggero stanco, / che con leggerezza già guarda/ al gioco del giorno successivo.

Orbene, se si leggono bene queste poesie, Montalto presenta tutto ciò che è la sua scrittura, e che forma per me il carattere primario di Voci dialettali.

E come sensibilità d’impegno alla vita quotidiana, attitudine meditativa e nomenclatura sentimentale del poeta, eccone subito una prova lampante in Storia (pag. 60-61, tradotta in inglese da D. Montalto), dov’egli dice: Storie di amori difficili e tardivi, / storie tradite nel cuore del risveglio. / Storie travagliate come tante. E ancora in Nel cuore il dolore, si legge: Giudizi affrettati, / da quattro soldi al mercato, / mi sfiorano, mi raggiungono, mi attaccano, / mi sconvolgono l’animo. E pure in Strade, risuonano questi versi: Strade di storie tristi/ intrise di veleni cocenti, / con argini insozzati/ da cupe sporcizie umane. Si confronti anche il “tieni dritta la meta, / oltre quel cancello reclusivo, / tara mentale dell’acefalo tecnologico” nella poesia dedicata ad Alda Merini, con la dedica Per ogni mamma che ancora spera.

La poesia di Montalto è corposa, di sostanza, scorrevole, e narra la vita nei suoi diversi aspetti. Una poesia varia e cambiante nei ritmi e argomenti, ma tutto è ben orchestrato dall’Io poetante che si insinua ovunque, per far emergere vari contenuti e atmosfere.

Anche nella seconda parte Il dialetto della vita si ammirano versi vivi e fluidi. Al riguardo si vedano le poesie Alfabetiere, Una nuova storia, Natura, Amore, Donna del mattino. Qui la parola di Montalto, riprendendo i versi della poesia Il dialetto della vita, è vera, bella, libera, giusta. Nella stessa poesia si legge: Morbide scorazzano le parole, / con l’impegno ritrovato, che costituisce uno dei tanti pregi di questa Poesia del risveglio, dove a pagina novantasei si legge: Il fogliame geme, a primavera, / mosso dal vento rubilante. / che scuote le esili gemme.

Poi in Donna del mattino il poeta canta:Colorata bellezza sul tuo viso compare/ quando aurora si leva/ e di umido lascia la terra desertica/ … e del suo cuore ti aspetta il tepore. Montalto diventa libero attraverso la poesia. E questo sentirsi libero lo porta a scrivere versi autentici e originali.

Bonifacio Vincenzi è nel giusto quando nella sua condivisibile prefazione scrive che nelle sue poesie c’è “luce”, ma pure colore e profumi, “c’è l’aura nei luoghi, nelle persone e nelle cose”, ma c’è anche tanta libertà di inseguire la sua vita e quella degli altri che danno vita alle sue poesie.

Recensione
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