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Ricevere il libro di Carmelo Ciccia, Gli. Scrittori che hanno unito l'Italia. Sintetica rivisitazione della letteratura italiana nel 150° dell'unità (1861 2011), Libraria Padovana Editrice, 2010, mi ha fatto doppiamente piacere: da un lato, perché avendo appena finito di leggere Il grande silenzio,. intervista sugli intellettuali (un saggio di Alberto Asor Rosa, noto italianista nonché autore della Storia europea della letteratura italiana, pubblicato recentemente della Laterza, in cui l'autore occupandosi della fine del pensiero critico afferma che, oggi in Italia, dietro il dissolvimento del ceto intellettuale, che è stato soppiantato dal ruolo dei cosiddetti mass media, si nasconde un vuoto civile e culturale che coinvolge tutta la nazione), ho ritrovato in Ciccia, uno scrittore e un intellettuale che scrive, che parla. che grida a favore dell'Unità d'Italia, contro i vari e assurdi campanilismi regionalistici.

Per l'altro verso, mi sono compiaciuto che la casa editrice Libraria Padovana, pur fra le tante difficoltà che oggi attraversano il mondo dell'editoria, ha trovato il modo e l'occasione di proporre al pubblico dei suoi lettori un tema così importante in occasione del 150° dell'Unità (1861-2011).

L'Autore, dopo una sua breve nota introduttiva seguita da un ringraziamento da parte dell'editore, entra subito in medias res parlando dei fattori che hanno contribuito alla formazione dell'unità nazionale individuandoli fondamentalmente, come già Tullio De Mauro nella Storia linguistica dell'Italia unita, nella lingua italiana scritta e parlata in tutta la nazione – alla cui diffusione ha tanto contribuito la radio e la televisione – e nella scuola dell'obbligo, estesa a tutti. Rendere la lingua accessibile a tutti, utilizzare un linguaggio chiaro e con pochi tecnicismi, quelli necessari, non manomettere le parole, bensì usarle in modo preciso, con un loro contenuto soprattutto etico – in una coincidenza tra bellezza e moralità –  significa estendere la democrazia a tutti. Ciccia, però, aggiunge qualcosa in più inoltrandosi a ricercare altri elementi unitari nel fattore religioso (inteso come pratica, fede a tradizione cristiana, più che come potere temporale della curia), nella toponomastica cittadina e nella segnaletica stradale.

Dopo. segue un excursus chic ripercorre sinteticamente la storia della Letteratura italiana (dalle origini fino al dopoguerra con accenni a scrittori contemporanei) dove di ogni scrittore vengono messi in risalto gli aspetti umani e letterari che lo hanno visto impegnato nella costruzione del'identità nazionale. Di essi, per quanto riguarda il periodo risorgimentale, momento in cui c'era uno stretto legame tra politica e cultura, voglio citare Francesco De Sanctis, patriota, ministro della Pubblica Istruzione, critico militante. .professore universitario, autore della celebre Storia della letteratura italiana (1870-1871). Un'opera che è la storia civile di un popolo, simbolo della rinascita italiana. Un intellettuale capace non solo di scrivere di letteratura ma anche pronto a schierasi e a combattere, contro il proprio interesse o particulare, per il bene collettivo dell'Unità d'Italia. Nel maggio del 1848 partecipò, assieme ai suoi allievi, all'insurrezione napoletana e, per questo, fu imprigionato.

Del periodo contemporaneo, invece, Emilio Lussu, scrittore c politico che partecipò alla secessione dell'Aventino per protesta contro l'uccisione del collega Giacomo Matteotti. Nell'opera Un anno sull'altipiano da cui, nel 1970, è stato tratto un significativo film di Francesco Rosi intitolato Uomini contro, si dimostra pacifista descrivendo la crudeltà della guerra e l'assurdità della disciplina militare che, a volte. determina il sacrifico di vite innocenti.

C'è anche, secondo il mio parere, una lettura critica del Risorgimento Italiano e del periodo della Resistenza, che spesso non tanto si evince dai vari scrittori, con singoli episodi certamente negativi (che in parte, hanno già avuto un adeguato approfondimento storico), anche se questi due grandi avvenimenti restano, senza dubbio, delle tappe fondamentali positive dell'Unità d'Italia nello sviluppo della Grande Storia, L'opera riporta, in appendice, il testo integrale dell'orazione ufficiale L'Unità d'Italia: sogno e realtà tenuta dallo stesso Amore ad Auronzo di Cadore (BL) il 27.03.1961 in occasione della commemorazione del I centenario dell' Unità d'Italia). Da segnalare, anche, la cospicua bibliografia (costituita, tutta, da scritti del Ciccia), che, assieme all'indice dei nomi propri e alla nota biografica dell'autore, chiude il libro.

La lettura, alla fine, conferma le eccellenti qualità letterarie di Ciccia, che scrive in modo chiaro e preciso, senza eccessivi fronzoli e inutili abbellimenti. Uno stile. armonioso ed equilibrato, che tanto fa ricordare la concinnitas ciceroniana, punto di arrivo di un alto classicismo.

18 dicembre 2010

Recensione
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