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Veniero Scarselli si pone in questa opera, stampati come premio, al Rhegium Julii, come un novello Ulisse spinto al viaggio per cercare se stesso dopo che un giorno qualsiasi della sua vita alcuni eventi lo spingono lontano dalla sua Italia nell'attesa che, come una caccia al tesoro di Pirati lontani, trovi l'oro che insieme nasconde una mappa per il ritorno a casa. Il ricordo chiede pietà alla vita scorsa e viaggiando si accavallano le visioni del "non conosciuto" e ci chiediamo con l'autore se l'interrotto viaggio della vita ci possa donare anche una sola goccia del sapere. Intanto si presentano nuove isole dove il ricordo è fatto di visioni che concilia, ma nel contempo veda no sovrapporsi nuove immagini, dolorose, quasi, nella consapevolezza che ciò che vediamo è un sogno bellissimo, ma è virtuale e se sopravviene il risveglio, non stringeremo nulla perché ciò sentiamo di avere nella realtà. Ma ogni ferita si rimargina, così il corpo offre l'amore e lo riceve, ricreando un uomo ricco di energia col nuovo Amore...

Ma l'amore può anche scomparire tracciando in noi dolore e ricordo di un corpo e un'anima uniti per donarsi a noi. L'anima ci rende tenerezza in gesti semplici che ci fanno vivi, e lo comprendevano più coscientemente solo nella morte dei giovani, in cui soli non ritroviamo più questa dolcezza. E' il momento in cui occorre indugiare qualche attimo e poi, appena il cielo ci ridona un solo giorno di sole, ripartire per il nostro lungo viaggio.

Questo libro è anche un lungo itinerario per gli amanti. Racconta l'abbandono e il suo dolore, la tortura del ricordo "ritornando nello stesso luogo come fanno gli assassini" come scrive l'autore.

Ma il ricordo ha le sue mille facce, e tra queste conserva le sue felicità che si rifanno vive ("una volta ricca di festa"), che possono essere le pietre da cui ricominciare, per ricostruire noi stessi (ma oggi ha dato acqua alle tue rose...) nell'attesa. Ricostruirsi è dura e spesso è circondato dai rifiuti, e allora nel buie del "ventre della nave..." lasciando aperto solo uno spiraglio" ci nascondiamo per difenderci "dall'urlo brutale del mondo. Finalmente, ad. un tratto, arriva il giorno nuovo, assolato, e tutto ciò che ci è capitato sembra sia vissuto solo nella nostra mente; il ricordo si apre finché non riflettiamo.

Forse è tardi, o è l'ultima illusione della vita, averla capita la vita, mentre vorremmo riviverla nuovamente, seppure sappiamo che un nuovo viaggio che ci terrà per sempre lontani da Itaca appena ritrovata, è già davanti a noi per un nuovo tracciato troppo misterioso, "lungo e periglioso"che ci abbraccia nella notte.

Non ci resta che sognare e riflettere su questo viaggio bellissimo che è la vita di ogni gior no "distratti dalle cure quotidiane" come ancora dia il nostro Veniero Scarselli.

Recensione
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