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Dopo averci dato En zerca de aquiloni (1987); Schiramèle (1990), raccolte di poesie in dialetto di Trento, Lilia Slomp Ferrari ha presentato recentemente il suo primo libro di poesie in italiano Nonostante tutto. Già nel titolo, scelto forse a supportare un certo tremore intimo, si avverte la determinazione, a volte quasi feroce, di continuare lungo una strada che a volte è di difficile e periglioso cammino.

Nella poesia d’esordio Lilia si offre, disarmante: è un saltimbanco povero | la mia poesia…Ma poi subito lo scatto:…spicca voli arditi nel trapezio dei cieli…a sottolineare la tranquilla consapevolezza mascherata (per chi la conosce) dal dolce sorriso di chi, nonostante tutto, sa di avere qualcosa da dire, a nome nostro. Il poeta, quando è tale (e Lilia lo è), è un portavoce, una cassa di risonanza, uno che parla a nome di tutti, che dice l’inesprimibile, il segreto, il nascosto. Riveste di parole ciò che tutti sentiamo ma non possiamo, o vogliamo dire. Ci spoglia, il poeta, ci denuda, ci mette in crisi, penetra in noi, apre squarci di cielo e profondità di abissi, ci fa pulsare d’amore e nell’amore anche soffrire.

Non è atta, la poesia a costruire carriere, a scalare posizioni, ad accumulare patrimoni, a darci il dominio sugli altri. Ci aiuta però a vivere. Ci solleva dal profilo basso di una vita a volte frenetica, a volte piatta, senza rilievo, per portarci là dove…ci sarà la luna a farci da lanterna…Ecco, la luna. Ricorre spesso, quasi con insistenza inavveduta, nelle 45 liriche del libro, corredate dalle belle illustrazioni di Gian Maria Bertoldi, appare anche in quattro titoli. Si insinua quasi furtivamente. Non è la pallida Selene, dal languido lucore, degli innamorati. No. Anzi, Lilia la tratta male, a volte: …quella vecchia mezzana | che si tuffa nel pozzo | per essere ammirata.

Quale sottile fascino eserciterà su di lei questa luna che nasce, vive, muore e risorge, tranquilla e implacabile, mutevole e immutabile, peritura ed eterna? Mai, tra l’altro, asservita, legata ad alcun aggettivo. Solo uno…La luna, la luna matta dei poeti. La luna: femmina, come squisitamente femminile è la poesia di questa nostra autrice ormai ben affermata che pur nella liricità intensa, musicale, delle sue poesie, sa sfuggire, specie nelle ultime, dalla tentazione di rifugiarsi, e di porgerci, un mondo bello, ordinato, tutto armonia, senza problemi.

del resto, nessuno ha mai veduto | il colore dell’anima, ci dice Lilia in “Io so”. Noi, leggendola, abbiamo sentito il profumo di un’anima, un aroma leggero ma deciso che ci ha conquistato.

Recensione
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