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A colloquio con i nipoti

Oscillante al risveglio tra due vite
due esserci in quell’oasi intima difesa
in quell’aria senza confini, amato spazio
ora inquietante mistero trincea.

Rapida mi rivesto con quella pelle di leone
un po’ incipriato, tuo dono Alex
per prendermi la sua forza felina
– come i gran capi indiani –
tu mi sussurri sui fili del telefono

sì tutta la sua forza felina
perché noi nonni dobbiamo essere
coraggiosi eroi senza paura
memoria dei primi vostri freschi sorrisi
e timidi passi e verdi sillabe e tenerezze altre
memoria pure dei miti-radici della casa
Lia e Gino vostri più che nonni
lui vittima nei campi di concentramento
lei schiacciata da immensi vuoti e sacrifici
con Pippo basso sulla testa
e pure di Toni altro bisnonno
nella prima guerra al fronte ancora ragazzo
la spagnola minacciosa con vittime infinite.

Memoria dobbiamo essere per voi
delle guerre subite con rinunce e affanni
ma anche della risurrezione
nei tempi arditi della ricostruzione.

Dobbiamo esserlo per voi tacendo le nostre paure
vostro sostegno nei tanti vuoti
delle ore studiose fra i banchi con i compagni
delle avventure atletiche con le mete di Alex da segnare
e tanto tanto altro forse del troppo avuto
in quest’ora così magra.

Dobbiamo essere noi faro di approdo sicuro
eco di sorriso rasserenante
ceste di dolci caserecci e melanzane al funghetto
di fiori sempre devoti ai riti
di creative invenzioni: lettere disegni
audio/video fra noi girati
per farvi passare più leggeri
attraverso questo tunnel di voci dolorose disarmanti
ove l’uscita ancora insidiosa appare.

Noi che siamo foglie d’autunno, poeta
in questa trincea virale
dobbiamo divenire chiome le più frondute
le più ampie per dare a voi giovani nipoti
ai vostri padri sfiduciati
rifugio fiducioso conforto
alle vostre domande senza risposta
alla sottesa paura respirata.

Allora Giulia urge accendere i telefoni
riscaldare le voci in amicali colloqui
suonare il piano pur vuota interiormente
lasciarsi accarezzare dal sole
in un ipotetico resort
e tu Alex allenarti in virtuali partite
e altre ginniche imprese
disegnare leoni leoni
che allineo accanto al letto
per ridestarmi piena di tutta la loro grinta
contro il virale usurpatore.

Noi foglie dalla fragile filigrana
dobbiamo per voi essere testimoni
delle risorse immense scaturite dalla storia
sortite come aquile nei cieli
dopo ogni inattesa vampira calamità.

Ma ora guardatemi, mi vesto di tutto punto
rossetto collana orecchini ombretto
per uscire in giardino
a pascolare il mio gregge di parole
ché succhi nuova vegetale linfa.

Domenica delle Palme, 5 aprile 2020

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