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Eternità delle rovine

Vita come foschie e luminosi slanci

Tutta la vita attraversa quest’ultima opera Eternità delle rovine di Renzo Ricchi, poeta vivente fiorentino. La vita con la mestizia della fine, con tante orme perdute nel silenzio, ma anche con i suoi affetti, i suoi stupori, con le piccole cose amate del quotidiano. I figli, i nipoti danno senso al tempo, ridonano l’innocenza e la magia perduta in un percorso di rinascita nella coscienza del dono ricevuto. Anche la bellezza della natura conforta con il suo senso d’eterno: l’aurora riproduce ogni giorno la creazione e rivela nei dettagli Dio. Così la musica, che riaccende i ricordi e alimenta tenerezze, è altra consolazione alla vita-poesia in un’offerta di quiete che ricompone la struggente malinconia. Costante nei versi è la presenza del divino a cui il poeta si rivolge con preghiere, ma anche con mille domande-risposte al mistero del vivere in una speranza sottesa d’Infinito e d’Eterno che, nonostante tutto, sopravvive nel suo cuore e nell’Eternità delle rovine.

NON C’È PIU’ RUMORE

Non c’è più rumore.
Uomini qui risero e piansero
bambini nacquero e giocarono
si guardarono attorno sorridenti
senza sospetti
pieni di fiducia
ragazze in fiore
illuminarono lo spazio.

Come lontano
l’urlo del cacciatore antico
che uccise il primo cervo
il grido
che scosse la foresta
smorzò il brusio della natura.

Niente più.
Solo il vento resta
i profili delle colline
l’orizzonte
il cielo aperto
gli alberi immoti.

Creature e cose
s’inoltrano impotenti
nel silenzio.
Silenzio
sacro velo che occulti
le orme perdute della vita.

Oh l’eternità delle rovine !

FARFALLE
a Costanza

Farfalle
magie del Creato
tra mille magie
- i fiocchi di neve
i fuochi fatui
le lucciole
il suono delle campane
la brina
le luci dell’alba
e i cinguetii degli uccelli –

le sirene esistono, papi ?
nel cuore delle notte
piccola donna di cinque anni
che mi abbracci nel sonno

perdonami cara
solo nelle favole esistono

ma le favole
le favole
le favole esistono
ancora.

Nei momenti migliori
anche noi siamo fiabe.

(Mattino)

L’Aurora dalle dita rosate…

La Creazione sboccia ancora
trepidante
annunciata da un’ape che culla
con la sua nenia materna
le bianche margherite.

E’ nei dettagli
Dio.

Ecco
si svegliano
i miei bambini.
E danno un senso
al tempo.

(Imbrunire)

S’inabissa al tramonto
in una esplosione di fuoco
la grande pesca del sole.

Infelici o felici
guardano gli uomini
e in cuor loro
sorridono.

Né sanno il perché
di quella oscura gioia.

(Notte)

Tornano a noi le stelle
nella consunzione della sera
per ricordarci il grembo
ancora palpitante.
E noi ci nascondiamo
nel seno della notte
abbraccio tremante
tra terra e eternità.

NATALE 2008

Ben arrivato
piccolo profugo
in viaggio in terra d’esilio.
Tu almeno hai acconto i genitori
tre clandestini soli e impauriti
ma siete uniti
non per tutti è così…

Ben arrivato
fratello degli ultimi
tu che hai sempre indossato
i cenci della miseria
dall’inizio al Golgota…

Bello nel calvario
e nel sepolcro.

Uno dei tanti profeti giudei
giustiziati dal potere romano?
Ma perché emozionati
da allora ti attendono i bambini
tutti gli anni?
Perché a mezzanotte
le campane
fanno tremare il cuore?
Perchè chi soffre si rivolge a te
e sente che ci sei
- se non fossi con noi
uno di noi
che Dio saresti?

Ma l’uomo
l’uomo:
creatura di un disegno
o soltanto prodotto della chimica?

QUINTA DI MAHLER – QUARTO MOVIMENTO

Cullami si
consola questa mattina
un po’ grigia del mondo
mani di mia madre tra i capelli
sussurrami che va tutto bene
nessun mostro in giro
questa è quiete non solitudine
ancora una carezza
nessun rischio
né tradimenti
vero?
torneranno gli assenti
il maltolto ti verrà restituito
non finisce la vita per un po’ di malinconia
hai tutto il tempo
per trovare
ritrovare
vieni piccolo mio
tra le braccia di queste note dolci come piume
delicate
come il volo di una farfalla.
Cosa opporre al dolore
se non la tenerezza?

Renzo Ricchi

Recensione
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