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Luciana Peretti, pittrice, poetessa, scrittrice e critica d'arte

17 novembre 2013

In quest’ultimo giorno dell’anno, ultimo anno da te trascorso sulla terra, che resta ad un’ amica, nell’Assenza, se non l’impegno di fare, rifare memoria di te pittrice, poetessa, scrittrice, critica d’arte vicentina, che dell’amicizia hai tessuto trame infinite là alla “Scaletta 62”, Associazione culturale-luogo di incontri umani e artistici, da te ideato già dal lontano ’84. Con rara apertura mentale progettavi la conoscenza diretta, il dialogo tra pittori all’inizio, poi tra poeti e altri, come occasione di crescita, di ricerca insieme del Nuovo proprio in uno spirito amicale di collaborazione. E questo in spazi diversi: al pianterreno della dimora materna, poi al piano alto del bel Palazzo Malfatti dell’amata contrà Porta Santa Lucia a Vicenza, ora nella Saletta Cornaro.

Negli appuntamenti settimanali, aperti a tutti senza preclusione, da te animati con grande passione, sensibilità ed eleganza, al dire di amici e critici, hai offerto ospitalità, visibilità, voce, aiuto a tanti, tanti devoti a queste arti. E nella tua visione di una cultura senza confini, hai allargato l’orizzonte a varie esperienze: musicali, teatrali, mostre di quadri, presentazioni di libri di vario genere, in un clima appunto di amicizia tra le persone e di armonia tra le diverse discipline, incontaminato dal malodore di invidie, rivalità che spesso inquina anche il sublime mondo dell’arte. E il tutto si concludeva in momenti conviviali semplici, affettuosi. Ho respirato questa atmosfera anch’io, di Padova, che non conoscevo l’ambiente.

Un giorno del 2000 su suggerimento di Gianni Giolo, poeta, scrittore critico vicentino, mi sono presentata a te per telefono e subito ti sei offerta, com’era tuo innato costume, di passare per Padova per conoscermi e ritirare il mio libro di poesie sui Colli Euganei. E siamo diventate in breve tempo amiche legate da una comune fede nella bellezza del creato e delle creature, nella grazia della Parola. Ricordo l’accoglienza festosa al mio arrivo alla Scaletta 62, proprio per la conversazione su Per colli e cieli insieme mia euganea terra: tutto organizzato da te e da tua figlia Michela. Subito mi hai riconfermato la tua generosità, lo rivedo ancora con stupore, acquistando dei miei libri da regalare ai tuoi amici. E prima della relazione di Gianni Giolo, hai introdotto tu la mia opera con grande amabilità e professionalità, come era tua consuetudine. Ho notato infatti successivamente alla vernice dei pittori lì esposti, la competenza con cui ti esprimevi rivelando capacità critiche veramente insolite. D’altra parte tu eri una vera artista e ben conoscevi il mondo articolato dell’arte di cui avevi attraversato, dal 1970, nei tuoi lunghi anni di ricerca personale, varie tecniche dalla pittura alla grafica, al collage. E per comprendere lo spessore della tua preparazione in tale ambito, basterebbe leggere le voci di tanti recensori, gli stessi tuoi interventi critici in riviste specializzate e le note così puntuali, raffinate, sintetiche nell’analisi ai disegni dei vincitori del concorso Mia Euganea Terra bandito dal 2010, dai nostri Centri di Orientamento di Abano e Vicenza dell’Associazione Levi-Montalcini, per le scuole medie. Perché tu facevi parte della giuria come esperta in pittura e responsabile appunto del Centro con sede proprio alla Scaletta 62. In questa veste ti dedicavi anche a diffondere tra gli studenti, ancora importanti al tuo cuore di insegnante e di madre, il valore formativo dell’espressione artistica realizzando mostre-concorsi proprio per loro delle scuole primarie e secondarie, esposte in vari luoghi della tua città. Insomma un’ esistenza piena, generosa dedicata a divulgare in vari modi la purezza dell’arte in cui credevi con tutta te stessa, prestando sempre attenzione agli altri, alla loro opera, alla loro personalità e creando con ognuno un forte legame che io ho toccato con mano sentendo che potevo contare su di te. Ma ritornando a quegli incontri, allora molto frequentati, ripenso all’atmosfera di estrema libertà, confidenza, rispetto reciproco in cui si svolgevano: gli interventi nascevano in modo spontaneo, misurato quasi riflesso del tuo stile di vita condiviso dagli amici della Scaletta.

Un’atmosfera a volte surreale, bohémien magari per la presenza di giovani musici che suonavano, alla chitarra elettrica e alla tastiera, opere di loro produzione ispirate al libro presentato o di un bravo lettore, come Federico Pinaffo, che recitava i versi e incantava i presenti, mentre i tuoi gatti sonnecchiavano sui divani o camminavano sopra i mobili. E magari intervenivano a questa festa vicentina amici nostri, di Gianni Giolo, amici della cultura: Cesare Ruffato, Mario Bagnara, Ermenegildo Reato. E quanti creativi da Bassano, Padova, Verona, Vicenza e paesi limitrofi sono passati di lì. E quanti scrittori, pittori da te sostenuti, sono diventati poi famosi e hanno testimoniato la loro devozione a te cara amica. Ma il tuo instancabile raggio d’azione non si fermava qui ma si allargava in contatti infiniti: facevi parte e collaboravi con varie associazioni culturali: Ucai, La Galassia, Studio 1, Accademia Urania, Soave in Arte, Il Cenacolo dei poeti dialettali vicentini, solo per citarne alcune. E percorrevi i luoghi esteticamente più significativi dei Colli Berici, di Padova, Rovigo, Treviso e della stessa tua città, organizzando mostre delle tue opere o di altri autori o collettive. Inesauribile amante della cultura! Quante iniziative entusiasmanti! Indimenticabili quelle alla Villa Palladiana Thiene a Quinto o a Villa Cita a Montecchio Precalcino. Con questa tua apertura d’anima, con questa tua carica interiore creavi sempre nuovi percorsi per dare splendore alla tua diletta contrà Porta Santa Lucia o per diffondere l’arte incisoria o per valorizzare, in collaborazione con altri, l’arte plastica e figurativa nel progetto da te iniziato l’estate scorsa En plein air ora realizzato e dedicato alla tua memoria. Con tale spirito abbiamo vissuto, dal 2009, al Cenacolo di poesia di Praglia “Insieme nell’umano e nel divino”, gli incontri promossi mensilmente dall’Abate Norberto Villa e dalla sottoscritta. Lì hai stretto facilmente amicizia con le partecipanti e hai lasciato nei ben trenta appuntamenti il ricordo della profondità delle tue riflessioni, la sincerità della tua anima, la bellezza dei tuoi versi…. in un colloquio autentico che solo in particolari luoghi, tu dicevi, e situazioni ideali si verifica. Questo mondo di pittura, poesia, cultura e umanità, rappresentava la tua vita limpida attraversata con passione, fede, onestà. E tutta quell’amicizia che avevi saputo nutrire, nel tuo poliedrico cammino, si è riversata su di te nel pomeriggio del funerale da parte di tanti presenti increduli, come me, della tua scomparsa.

Ora noi del Cenacolo di poesia di Praglia, noi dell’ Associazione Levi-Montalcini amiamo ricordarti, cara amica, così: figura leggiadra, amabile, ricca interiormente, fedele nell’amicizia e custode di valori. Felice, entusiasta, convinta sempre nelle tue annotazioni critiche, nell’ intuizione pittorica e poetica: elegante e impetuosa per espressione psicologica e incalzante incedere sia nei tuoi poemetti sia nelle emblematiche figure dei cavalli, da tanti critici esaltati come dinamica tensione alla libertà.

E se rimane il rimpianto e la nostalgia si addensa, noi guardiamo proprio ai tuoi alati cavalli e alle orme di luce che, discreta, hai lasciato in noi e nella tua città.

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