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D'amore e d'inganno

Ecco un nuovo e interessante romanzo del giovane scrittore Andrea Boldi, già noto per altri precedenti e pregevoli lavori: Nel buio, Crisi nel potere, Il redentore, Il grande assassino.

Ritroviamo subito un personaggio chiave della scrittura di Boldi: ovvero il Commissario Olivieri, che i suoi lettori già conoscono.

Un personaggio interessante, sia per il lavoro che svolge, sia dal punto di vista umano con la compagna Cinzia, la figlia Simona, che sono i suoi punti di riferimento nella vita… Il commissario Olivieri lascia Milano per trasferirsi in un paesino: “La Cicogna” (400 persone, nel libro chiamate “anime”). Ancora in questo scritto ci accolgono delle pagine in corsivo, oltre a quelle in carattere normale, e che si rivelano determinanti per capirne la struttura e i significati più reconditi. Leggiamo, però, questa bella descrizione di un momento e della natura che circonda, quasi avvolgendo.

“Lunedì 30 ottobre

La nebbia tardava a dissiparsi nelle campagne e le case coloniche, sparse lungo la strada che delimitava i vari poderi appena s’intravedevano.

Sembrava quasi si nascondessero in quel crepuscolo acquoso.

La giovane donna chiuse il cancelletto di legno e uscì per la sua corsa mattutina”. (p. 57)

Si tratta di un breve passaggio, descrittivo della natura, insieme all’uomo, anche per ribadire che i romanzi di Andrea Boldi, hanno la caratteristica di dinamismo per il contino cambiare registro narrativo nel senso della trama, per il livello di scrittura: a tratti normale, a tratti corsivo. Quest’ultimo si riferisce a eventi, luoghi e momenti che dovremo poi collegare, nel corso dello svolgersi degli eventi narrati. Però, in tutto ciò, emerge anche il narratore che spiega la dinamica dei personaggi, li rende umani, li colloca in un contesto dove anche la natura occhieggia fra le pagine.

Un breve cenno di un particolare della trama: l’arrivo al commissariato di uno strano documento nel quale si cita la frase: (p.63 Sessione quattro, continua) questo fa riemergere il caso di un serial killer, caso al quale aveva lavorato Olivieri anni prima a Milano e che concerneva le sparizioni di ragazze.

Tutto ciò perché avviene la sparizione di una studentessa (Antonella) che richiama alla mente alcune situazioni precedenti. Da questo momento iniziano una serie di avvenimenti che coinvolgono il lettore in una trama densa di colpi di scena. Andrea Boldi è molto legato a Montevarchi: terra dove è nato e se ne percepisce l’amore. La maggior parte degli avvenimenti citati nel libro si svolgono nel Valdarno, non solo a Montevarchi ma anche nei dintorni. Nel corso delle indagini però ci spostiamo anche a Firenze (all’Accademia delle Belle Arti – Via Ricasoli, P.zza San Marzo). L’autore pare desideri legare la sua fantasia a luoghi che ama. In questo nuovo libro è lasciato un grande spazio anche alla vita privata del personaggio chiave dei suoi scritti: il commissario Olivieri: alle sue vicende, le sue emozioni, i desideri. E soprattutto i preparativi del matrimonio con la sua compagna Cinzia, momenti che intrecciano il narrato.

Tutto ciò, al di là di quello che accade e che la narrazione propone, crea una condivisione con il lettore del lato umano di questo personaggio che ci riserverà ancora sorprese. Che magari sarà protagonista anche del prossimo romanzo e così via.

In questo libro Boldi ha creato un intreccio di eventi, ma anche affrontato il rapporto padre figlio/figlia e la diversità. Scrivere un romanzo non è mai semplice: intrecciare le vite, le emozioni dei personaggi. Andrea Boldi è giovane e dinamico, ha una bella scrittura e ci riserverà ancora altre storie. Ricordiamo lo straordinario aforisma di aforisma di Federico Fellini: “Nulla si sa, tutto s’immagina”.

Firenze, 18 Novembre 2017

Recensione
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