Servizi
Contatti

Eventi


Sonata a quattro mani

Sonata a quattro mani è un romanzo di forte intensità narrativa che attraverso le vicende esistenziali del protagonista percorre la storia drammatica del Novecento dove il tempo si avvolge spesso all’indietro e il passato si sovrappone al presente. Il racconto limpido è costruito con un percorso narrativo e diaristico, sul divenire dell’esistenza di un giovane in cui non c’è solo autobiografia ma pure lampeggiano i bagliori della memoria che fanno luce su snodi drammatici della storia civile d’Italia. Le pagine sono ricche di temi, di ricordi, di sfide, di analisi che investono in modo totalizzante la sua vita e l’autrice scava profondamente con ostinata insistenza nell’io del personaggio. Ne delinea il carattere, la sua forza interiore, qualche debolezza da cui riesce a trovare lo slancio per raggiungere la meta.

Il romanzo di Lucia Modugno, vasto contenitore, va letto per l’intreccio degli avvenimenti e dei luoghi e del periodo storico su diversi livelli: letterario-linguistico, storico-sociale ed etico-familiare. Allo scoppio della prima guerra mondiale Vincenzo parte volontario spinto non da motivi ideologici ma dall’amore verso la patria e per difenderla dal nemico perché come dice Orazio in un famoso verso dell’ode terza Dulce et decorum est pro patria mori (E’dolce e dignitoso morire per la patria). E’ un’esperienza sconvolgente dove dimostra tutto il suo valore e prende consapevolezza che la guerra porta distruzione materiale e morte. Nella solitudine delle trincee, nel fango e nella sporcizia i soldati trascorrono i giorni a combattere contro un nemico invisibile morendo o uccidendo giovani soldati sconosciuti. Il poeta Giuseppe Ungaretti, giovane combattente in trincea, testimone di questo massacro scrive: “Ero in presenza della morte, in presenza della natura che imparavo a conoscere in modo terribile. Dal momento che arrivo ad essere un uomo che fa la guerra, non è l’idea di uccidere o di essere ucciso che mi tormenta: ero un uomo che non voleva altro per sé se non i rapporti con l’assoluto che era rappresentato dalla morte.”

La trincea è vita e morte, ecco come il poeta descrive questa condizione nella lirica La veglia: Una intera nottata / buttato vicino / a un compagno / massacrato / con la bocca / digrignata / volta al plenilunio / con la congestione / delle sue mani / penetrata / nel mio silenzio / Ho scritto / lettere piene d’amore / Non sono mai stato / tanto / attaccato alla vita. Dopo la guerra, in cui il giovane aveva dimostrato tutto il suo valore, viene premiato con la medaglia al valore e abbraccia la carriera militare. Spinto dal desiderio di scalare il cursus honorum della professione trova il tempo di dedicarsi allo studio e consegue il diploma e la laurea. L’autrice con il dono raro di sapere raccontare gli eventi con grande armonia compositiva offre uno spaccato sentimentale della vita privata del giovane. Questo intermezzo narrativo arato da nostalgia, amore, amicizia, tenerezza lancia squarci di luce che infiammano la mente e il cuore. L’eros occupa molta parte del romanzo, è il sentimento dell’essere umano descritto e cantato in ogni epoca della storia del’uomo. Nel Canto dei Cantici l’eros biblico fra uomo e donna è una vertigine di profumi e sensazioni fisiche e una via che porta alla salvezza, nella tragedia greca spinge l’eroe alle estreme conseguenze fino al sacrificio della propria vita (Antigone, Alcesti), in Saffo l’eros crea smarrimento e lacerazione. Un frammento recita: “Eros scuote il mio animo come il vento dei monti si abbatte sulle querce.” In Catullo l’amore per Lesbia provoca passione e tormento. Si potrebbero citare moltissimi altri autori che sono il paradigma del tumulto dell’eros che sconvolge l’animo come avviene nel giovane Vincenzo che però non si fa travolgere perché il suo status e l’educazione fanno in modo che la ragione freni gli istinti. In lui vi è un ante e un post dell’amore. Dapprima gli amori fugaci e a volte maldestri come con la Bettini : “Io non osai mai rivelare questo mio sentimento alla Bettini, mi mantenevo nei limiti di una rispettosa devozione oppure l’incontro con la giovane universitaria Mariangela che dinanzi alla sua goffaggine gli dice: “Sei proprio un romanticone!, Ma l’avevo capito, sai? Si, da prima che Giacomo mi parlasse di te… sai i ragazzi ora vanno per le spicce.” Ogni volta questi incontri gli lasciano un retrogusto di insoddisfazione e si fa sempre più impellente, il dopo, cioè il desiderio di trovare l’amore profondo e duraturo che si realizzerà nell’incontro della donna che sarà la compagna della sua vita.

Quando il mondo militare e familiare lo appagava in modo sublime e felice una tragedia immane si abbatte sull’Europa, le dittature nazi-fasciste scatenano una seconda guerra mondiale e Vincenzo si troverà di nuovo a combattere e difendere la patria ma ora con uno spirito molto diverso da quando era giovane in trincea.

La prigionia lo terrà lontano dalla famiglia, non avrà più alcuna notizia e a causa della lunga assenza in lui si insinuerà pure il tarlo della possibile infedeltà della moglie. Il ritorno a casa infine lo proietta in una nuova realtà e via via che passano gli anni assisterà al mutamento economico, sociale e culturale dell’Italia, a ragione PP.Pasolini, osservatore attento di questa metamorfosi nei suoi scritti parlerà di mutazione antropologica, e pur nel dissidio tra sé e la realtà Vincenzo continuerà a credere nei valori di patria e famiglia concludendo il suo cursus honorum con il grado di generale.

Norberto Bobbio affermava: “Gli scrittori che prediligo sono gli scrittori che amano le idee chiare e distinte e le esprimono con ordine, degli scrittori oscuri preferisco non occuparmi.” Lucia Modugno quando scrive lo fa “con le viscere e il cuore” secondo la formula compositiva di Bukowski, ha inoltre il grande merito di una scrittura chiara, colta e moderna. Il romanzo, fra l’altro con ricorrenti citazioni poetiche, scorrevole nel linguaggio, si dipana attraverso l’io narrativo che è sempre Il dominus della narrazione. Virtù, utopia, eros in lui coincidono con la totalità dell’essere in quanto tutto è soggetto alla varietà del tempo e dello spazio. In ultima analisi si può dire che l’autrice in Sonata a quattro mani offre al lettore uno scritto vero, sincero, esemplare.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza