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La poesia più autentica e coinvolgente è quella che scaturisce dalla vita, che si alimenta di stati d'animo, memorie, rievocazioni. È il caso di quest'ultima silloge della già nota Autrice. La memoria è spesso la matrice della poesia perché in essa avviene la catarsi di sentimenti altrimenti troppo accesi e talora scomposti, che si possono avere quando vengono espressi nella loro immediatezza.

Il mondo dei sentimenti, delle emozioni viene in questa silloge guardato a distanza ed espresso in termini di classica compostezza e in una sobria misura che la poetessa, già insegnante di Latino, ben conosce. Ritornando con la mente sui luoghi dell'infanzia, la poetessa si accorge che l'incanto d'un tempo è definitivamente perduto e che "restano solo gli echi di memoria | a sorreggere l'anima."

E le memorie sono spesso più tristi che liete nel constatare che ciò che è passato, con le sue immancabili gioie, non torna più.

Interiormente scavata la seconda parte del libro, fortemente autobiografica, che parla del difficile rapporto con la madre, ora scomparsa, alla quale la poetessa chiede perdono per l'incomprensione avuta. Questa confessione si articola in tre momenti: "Ora comprendi, madre, | il dramma della nostra incomprensione. | Quell'amore profondo, illimitato | che disperdemmo...; Ora non c'è più nulla | da fare, da correggere tra noi. | Scaduto è il tempo dell'agire in terra | per te che sei uscita... ; tra noi s'estende una candida landa | fiorita d'asfodeli. | Tu lieve la percorri | serena e in pace, forse sorridente." Tante cose si capiscono quando la persona amata non c'è più e si cerca allora una pacificazione dell'anima con una nuova promessa: "Ora riposa in pace. | Ho parlato con te come non mai | da molto tempo; ho ripreso le fila | di un dialogo interrotto... Verrò ancora da te con rose fresche | e ancora parlerò dei giorni amari | per cancellarli dal nostro passato." Questi i toni pacati e amari con cui si esprime la poetessa con lucidità razionale e profondo scavo psicologico che rendono il dettato lirico ancora pia intenso e toccante, di quanto lo consenta il tema trattato.

La raccolta ha ottenuto il Primo Premio nella sezione silloge della XXVI ed. del "Premio letterario Il Portone".

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