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E' la bellissima storia di un fiore, apparentemente semplice e poco ricercato, ma proprio per questo intensamente simile alla natura umana. Fiore comunissimo, ma particolare, che invade i prati in primavera con la sua ammaliante immagine di fuoco, il suo temperamento abbagliante.

Ma in questo fiore all'apparenza ingenuo vi è tutta la metafora del mondo, coi suoi sogni, il simbolismo, la dannazione che è la vita coi suoi disagi, il suo dolore, le ansie, le memorie, le distillanti minuscole immagini che l'amore sa dare al poeta; vi è il vagheggiamento che sa dilatare certi aspetti della natura umana: l'amore per i figli, per la donna, l'infanzia...In un microcosmo avvampante di passione sono concentrati tutta la gamma del destino dell'uomo, vi sono in realtà la sintesi dell'individuo, il suo orchestrato solitario camminamento, il nichilismo, il limite che ne registrano i momenti salienti, ogni respiro, ogni palpito del suo repertorio vitalistico e umano. Il papavero notoriamente fiore di campo dal colore infiammante, è il fiore della passione. Dal rosso fuoco si passa ai pistilli, dai quali si sprigiona poi quella relativa sensazione di torpore che lo caratterizza e che dà l'ipnosi atta a smemorare il dolore, il carico emotivo fin quasi a sedarlo, addormentarlo.

Lo stesso fiore fu caro a Keats, anch'egli ne subì il fascino al pari del Nostro.

Nel microcosmo del fiore palpita e si alimenta il microcromatismo del genere umano, la sua più disincantata e variegata immaginazione, alla quale il poeta si abbandona in atmosfera di sogno.

La metafora prelude senza infingimenti alla dimensione naturale dei sentimenti che s'infiammano, gioiscono, amano, provano struggenze suggestioni, desideri, pene e assenza, soffrono per le continue accelerazioni dei pensieri.

Tutta la gamma dell'attraversamento d'anima viene ripresa da questa metafora, registrata nelle sue intime pieghe-speranze, nei turbamenti, nelle voglie di cielo e d'amore; è racchiusa in questi splendidi versi, freschi, genuini, tanto amati dal poeta: "Forse perché dentro di me | avevo deciso un tuo ritratto, | eccoli nei prati del pensiero | mille e più mille papaveri rossi. | | ma vedo meglio adesso, si tratta infine solo | di affinare come in poesia, l'arte | | di togliere | | se dentro ognuno | di loro c'è già la tua figura | semplice e perfetta con il fuoco.".

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