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È la prima antologica raccolta del Premio Letterario Schifanoia (1a edizione 2007), per la narrativa inedita, indetto dall’Este Edition di Ferrara, e di fatto realizzato con la collaborazione di www.lettori.net, sito aperto al mondo degli scrittori on-line. Il bando, anche in distribuzione cartacea, e non solo digitale, prevedeva la premiazione di dieci autori: primo, secondo e terzo, più altri sette finalisti considerati ex aequo.

Alla cerimonia di premiazione del 18 gennaio 2008, presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara, al primo classificato sono state assegnate dieci copie della pubblicazione in oggetto, cinque al secondo ed al terzo, ed una ciascuno agli altri finalisti. Sono risultati vincitori: primo Francesco Brocchi, di Udine, col racconto Diecimila lire venete; secondo lo scrivente Emilio Diedo, ferrarese d’adozione, con Reportage dal pianeta Terra; terza Elisabetta Pirro, di Milano, con Tutta la verità, nient’altro che la verità. Gli altri finalisti sono stati, nell’esatto ordine alfabetico riportato dal libro: Rose Bazzoli, con il racconto Vite incrociate; Katia Brentani, con Spicchi di vita in agrodolce; Manuela Caracciolo, con Polvere; Paolo Delpino, con Talpe; Ludovica Mazzuccato, con L’ingrediente; Marco Pinzi, con Confessioni di un cane abbandonato; Luciana Trabanelli, con Uno sconosciuto alla porta.

Secondo la voce di copertina di Davide Pelizzari, responsabile in primis della selezione dei vincitori, l’interesse dell’antologia è pressappoco uno «scendere da speleologi ad osservare la geologia narrativa cangiante che comprime assieme forti diversità di struttura, di stile, di genere e molto altro, osservando le variegate argille, alla ricerca di un’empatia da condividere e andare oltre».

Effettivamente, dai peculiari tratti giustiziali, che caratterizzano i racconti del vincitore Francesco Brocchi e della terza classificata Elisabetta Pirro; passando per quello fantascientifico del sottoscritto, secondo in graduatoria; e quelli d’un esistenzialismo immischiato nel caso-caos del quotidiano di Rose Bazzoli e Katia Brentani; se ne assommano altrettanti con configurazioni assolutamente eterogenee e scevre di punti di comunione. Manuela Caracciolo dirompe nella storia più recente facendo in essa vivere la singolarità circa l’ancora vicino dramma delle Torri Gemelle. Paolo Delpino escogita un giallo dal taglio sibilino. Mentre Ludovica Mazzuccato, una tra le tanti scrittrici di tutti i tempi, trova ancora l’espediente per far emergere l’interesse per l’arte culinaria in ambito letterario. E, così, Marco Pinzi dà – letteralmente, fabulisticamente – umana voce alle sofferenze e al dramma di uno di quei poveri cani lasciati in balia del destino all’atto della partenza per le vacanze estive. Come, infine, Luciana Trabanelli riesce a sconvolgere le aspettative del lettore grazie al suo, non proprio originale ingegno, ma quanto al suo percettivo, sottile temporeggiare, che la dice comunque lunga sull’arte del muoversi tra le righe.

Brani scelti, vincenti, ben dominati nel linguaggio e nella trama, ma indubbiamente diversi nella struttura, nel genere, nell’idea primaria di un atto creativo che non cessa mai di svolgere le sue ricerche nell’infinito mondo del tutto-è-possibile.

Recensione
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