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Cristiano Mazzoni, con questa sua squisita, nel senso di ridanciana, cronistoria di memorie, dal titolo allegorico di Batiguāza, offre un saggio che, al di lā del suo valore letterario d’occasione, definirei pių propriamente linguistico. Di fatto la narrazione degli accadimenti salienti, risalenti all'adolescenza, in sé avrebbe poco d'interessante. Emerge quella fronda marginale inclusa nello sputo temporale degli anni '80-'90 che, a seconda delle soggettive, peculiari caratteristiche dell'autore – ora poco pių che quarantenne –, potrebbe dare un resoconto che, per quanto diversivo possa essere, non sarebbe mai altamente entusiasmante. Invece l'elemento di spicco, che eleva l'opera scritturale a vera chicca artistico-letteraria č, come ho anticipato, il suo saper scrivere, o meglio l’abile attitudine di districarsi con la parola. In definitiva, il lato buono di questo scrittore č il suo sapersi rapportare intrinsecamente all'appercezione d'un lettore medio, propenso all'assimilazione di quel briciolo di buonumore, di cui oggigiorno ce n'č fin troppo bisogno, piuttosto che ad un'ingestione ideologico-culturale, che spesso asporta la realtā della coscienza senza trarne un oggettivo, veritiero beneficio. Soprattutto senza alcun apporto di piacere, che sappia infondere vero gusto alla lettura.

Nel contesto, suddiviso in quattro principali tronconi descrittivi (con l'aggiunta di una sintetica ma comunque bastevole Premessa ed una finale ed epigrafica pagina dedicata a Gli amici che non ci sono pių), č abbozzata la struttura topografica di quella parte di Ferrara denominata (o, forse, solo all'epoca cosė denominata: io di preciso non lo saprei) appunto Batiguāza, col sinonimo delle donne di malaffare ferraresi – cfr. L'ambiente, pp. 7-15.

Ne Le storie incredibili (ma vere), pp. 16-33, non č tanto 'l'incredibile realtā' ad essere soggiogata dagli aneddoti, nient'affatto allucinanti e men che meno paranormali. Ma č, invece, 'l'incredibile concretezza', del tutto radicata ad un terreno succedersi degli eventi, legata a fatti ed ancor di pių ad azioni la cui sconsideratezza adolescenziale del gruppo ha potuto suggestionare lo scrittore, parte in causa egli stesso, tramite l’evocazione d’una forza drasticamente trasgressiva. Trasgressiva al punto tale che avrebbe potuto creare lutti nelle famiglie. Solo Dio, che, come si sa, vede e provvede, ha fatto sė che la vita abbia avuto il sopravvento, portandosi dietro un inevitabile strascico di brutta, ed anzi, e tutto sommato, utile esperienza.

Le giornate degli anni '80 e gli Sport e passatempi (pp. 34-60) hanno arricchito, nello scorcio descrittivo dell'opera, un sė ammonitore quadro aneddotico, elevando gli adolescenti d'allora alla soglia di un'attuale sopraggiunta maturitā.

Batiguāza č un bel prodotto editoriale, scritto con la freschezza non del quarantenne ma di quell'adolescente, inventivo ed estemporaneo, ed in ogni caso, ora uomo, anche lui, certamente maturo, che sembrerebbe avere inquadrato un intelligente modus vivendi (modo di scrivere = modo di vivere?) tale da sortire effetti diversivi nei confronti del quotidiano logorio della vita.

Recensione
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